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CRONACA | martedì 01 marzo 2016, 11:05

Imperia: ancora una lettera di un dipendente Agnesi: "A mio figlio non voglio raccontare com'era bella Imperia, ma consegnargliela bella"

"Almeno a tutto il 2016", è il titolo della lettera, in riferimento alle dichiarazioni di politici e vertici Colussi, che nei mesi scorsi hanno ribadito che la produzione della pasta a Imperia continuerà fino a fine anno. Poi si vedrà...

Un altro dipendente Agnesi, Davide Fasciana, ha inviato una lunga lettera ai giornali attraverso la quale prova a sensibilizzare e far riflettere sulla situazione attuale dello stabilimento che, secondo i piani, chiuderà i battenti entro la fine dell'anno.

"Almeno a tutto il 2016", è il titolo della lettera, in riferimento alle dichiarazioni di politici e vertici Colussi, che nei mesi scorsi hanno ribadito che la produzione della pasta a Imperia continuerà fino a fine anno. Poi si vedrà...

"Almeno… un avverbio che ha tenuto viva una speranza per due anni. La speranza di continuare un racconto iniziato a Imperia nel 1824 da un ligure eccellente. Perché di racconto si tratta fatto più di parole che di numeri. Cifre che non sono mai state diffuse e non è mai stato possibile confutare soprattutto con i fatti visto che mai la direzione si è adoperata a migliorare casomai il contrario.


Numeri mai visti che hanno chiuso il molino, tra i pochi in Italia a produrre semola speciale e ora si investe nel cuneese per produrre la metà della capacità produttiva di Imperia: un sito giudicato oneroso ma si mantiene ugualmente con poche attività, invece ulteriormente svuotato si crede che non sia più oneroso. Senza numeri, senza cifre… ma non servono perché questo è un racconto, si vuole mantenere lo stesso titolo ma con altra ambientazione e tutta un’altra trama.

Sempre quello che facciamo dice chi siamo e noi all’Agnesi lo abbiamo messo nelle confezioni di pasta, orgogliosi di raccontare la nostra terra ed ora vogliamo risposte, numeri e non parole per continuare col nostro lavoro a scrivere la nostra storia.


Nelle sue vicende l’Agnesi è storia di Imperia, una città con lo sguardo sul mare che sembra portarla lontano ma i piedi fermi nella sabbia dell’egoismo, dell’interesse di bottega che non genera senso di appartenenza né tantomeno bellezza. Costruiamo edifici vuoti, questo si vede attraversando la città, edifici che rimarranno vuoti finché saremo vuoti dentro. Questo raccontiamo ma possiamo e dobbiamo guardarci interiormente, quello che siamo si rivela nelle nostre azioni e nelle nostre opere. 


Ora con l’Agnesi non sono solo un centinaio di posti di lavoro ma un momento particolare per chiederci se Imperia vuole ritrovare sé stessa e tornare a costruire bellezza. Attraverso le azioni costruire valori che si traducono infine in benessere. Guardiamo al passato e speriamo tutti nell’arrivo di giorni migliori ma è quello che facciamo oggi che ce li darà. Consegnarci al destino ci causerà solo rimpianti. Le preoccupazioni non devono scoraggiarci perché ci proiettano nel futuro ma il presente dice che le opportunità sono tutte nostre: viviamo in un posto incantevole che vuole parlare al turista.


Tanto per fare un esempio, i valori della Dieta Mediterranea non possono rimanere solo un racconto ma devono diventare realtà produttiva magari sotto un marchio che raccoglie i prodotti del territorio, pasta compresa ovviamente, e li trasmette al mondo, anche on line, proponendo esperienze ed itinerari nel nostro entroterra.


Ci sono parole come terra, tradizione, lavoro, orgoglio che hanno il valore che noi vogliamo dargli, le nostre azioni le svuotano o le riempiono. Quello che ci appaga è quello che ci esalta.

Guardando mio figlio, il futuro, non voglio raccontargli com’era bella Imperia ma consegnargliela bella perché questo è quello che siamo.


Sono Davide Fasciana… almeno".

Francesco Li Noce

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