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CRONACA | lunedì 15 febbraio 2016, 17:16

Cessione delle acque al confine di Ventimiglia alla Francia: a rischio il futuro del 'Gambero rosso' di Sanremo

La zona ceduta alla Francia insiste proprio sulla 'Fossa del Cimitero' dove viene pescato il famoso gambero. Un peschereccio di Sanremo quantifica il danno in circa 40.000 euro a stagione.

Il gambero rosso di Sanremo

Da diversi giorni si tratta, a livello nazionale, l’argomento relativo alla ‘cessione’ di alcuni tratti di mare dall’Italia alla Francia, secondo l’accordo del gennaio scorso a livello governativo. E la cessione, che riguarda anche zone di mare tra la Corsica e la Sardegna, interessa anche il confine italo-francese tra Ventimiglia e Mentone.

Potrebbe sembrare un qualcosa di poco conto, se non fosse per il ‘pescato’ che da molto lustro al lavoro dei pescherecci sanremesi, in particolare per i famoso gambero rosso della città dei fiori, andato in televisione anche la settimana scorsa, nell’ambito delle molte dirette da Sanremo, durante il Festival. Cosa cambia, nel dettaglio, con i nuovi confini? Cambia tutto secondo i pescatori sanremesi, coinvolti purtroppo anche nel caso del peschereccio ‘Mina’, fermato il 13 gennaio scorso dalla Guardia Costiera transalpina. La zona ‘venduta’ alla Francia, infatti, riguarda la nota ‘Fossa del Cimitero’, dove sono presenti massicciamente i gamberi rossi, prelibatezza famosa di Sanremo.

I pescatori confermano che, i nuovi confini saranno devastanti per l’economia della pesca: “Con questi nuovi accordi siamo rovinati – ci ha detto Ciro Lobasso, comandante del peschereccio ‘Mina’ – e, se non ci sarà qualche cambiamento rischiamo davvero grosso. Quella è una già una zona piccola, dove abbiamo un piccolo quadrato nella zona e dove a volte quel piccolo metro può servire. Questa sembra una cosa fatta apposta perché la zona eliminata non comporta eventuali danni che possono essere creati dalla pesca. Siamo attoniti di fronte a questa decisione che ci penalizza fortemente”.

La zona ‘ceduta’ alla Francia ha una profondità di circa 500/700 metri ed è famosa per il gambero rosso che si pesca d’inverno, tra dicembre e marzo: “Quest’anno è saltato tutto – prosegue Lobasso – ed ora stiamo lavorando in altre zone, visto che la ‘Fossa del Cimitero’ è stata completamente tagliata dagli accordi italo-francesi. In più, come se non bastasse, ci hanno tolto anche una piccola fossa vicina”.

Chiaramente si iniziano a fare le prime stime sul danno provocato alla pesca del gambero rosso. Tra dicembre e marzo, infatti, un peschereccio come il ‘Mina’ riesce ad issare a bordo circa 200 casse di gamberi per un totale di 1.000 chilogrammi ed un valore di 40mila euro. “Un danno gravissimo – termina Lobasso – tenuto conto delle spese che abbiamo per gestire l’attività della pesca. Forse non tutti se ne rendono conto, ma questo è un ‘colpo’ davvero duro per il nostro lavoro”.

Carlo Alessi

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