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CRONACA | mercoledì 13 gennaio 2016, 16:55

Bordighera: mare sale per 250 metri sul rio Borghetto, le considerazioni di Mauro Agosta sulle dichiarazioni del vice Sindaco Bass

“Mi trovo nuovamente a scrivere su problematiche idriche della nostra città, Bordighera, tutto questo non certo per alimentare facili oltre che sterili contestazioni populiste, ma per evidenziare fatti ampiamente circostanziati ed evidenti".

Mauro Agosta, il noto imprenditore bordigotto che più volte è intervenuto sulle problematiche del rio Borghetto, torna sulla questione, con le sue riflessioni alle risposte del Vice Sindaco dopo la sua segnalazione sulla mareggiata che è salita sul Rio Borghetto di più di 250 metri e sulle preoccupazioni dei residenti:

“Mi trovo nuovamente a scrivere su problematiche idriche della nostra città, Bordighera, tutto questo non certo per alimentare facili oltre che sterili contestazioni populiste, ma per evidenziare fatti ampiamente circostanziati ed evidenti. A seguito delle risposte del nostro Vicesindaco e Assessore ai lavori pubblici, Massimiliano Bassi, che sicuro della efficacia della messa in sicurezza del Rio Borghetto sposa in toto la validità di progettazione dell'adeguamento idrico, vorrei meglio precisare le motivazioni che mi spingono a dubitare di quanto messo in essere e del quale invece Lui, pare convinto”.

“E' oltremodo necessario e doveroso puntualizzare – prosegue Agosta - ancor prima che venga addotta come giustificazione, che i progetti e le realizzazioni dei lavori di cui vorrei trattare in questa mia, sono una scomoda eredità lasciata dalla precedente Amministrazione, ma è altrettanto vero che almeno per quanto concerne i lavori che hanno interessato il Rio Borghetto e la Via Pasteur, proprio a questa Amministrazione è spettato rilasciare il nulla osta, rappresentando oltretutto, uno dei primi atti formali del proprio mandato. Così come affermato dal Vicesindaco Bassi, è stato compito degli Ingegneri del Politecnico di Torino e con l'aiuto di un plastico, stabilire e prevedere che il mare in caso di mareggiata sarebbe risalito nel primo tratto del Rio e che comunque in caso di piena, la forza dell'acqua in direzione monti-mare avrebbe facilmente contrastato e lasciato defluire senza problemi le acque della piena stessa. Non abbiamo ancora modo di verificare in pratica questa teoria e personalmente mi auguro non debba succedere perchè una nuova piena alluvionale è l'ultima cosa di cui noi tutti abbiamo bisogno, ma allora perchè i miei dubbi? E' molto semplice spiegarlo a cominciare ad esempio dal milione e 500mila euro spesi per lo scolmatore di Rio Ca Bianche, anche questo ideato da illustri tecnici idrici di cui non è lecito dubitare”.

“Inutile ricordare le innumerevoli volte che ho provveduto a denunciare, inviando fotografie a testimonianza dei fatti, la ridicola strozzatura del ‘mega condotto’ posizionato lungo tutto la Via Vittorio Veneto che sfocia in un vero e proprio imbuto sulla Via Noaro, ulteriormente e paradossalmente ridotto in prossimità dello sbocco a mare da una trave in cemento armato che attraversandone l'ultimo tratto ne riduce la portata di un ulteriore 50%. In quella zona, in caso di mareggiate come quella di questi giorni, la ghiaia viene accatastata fino ad ostruirne completamente l'uscita. In base a questo mi domando se gli "ingegneroni" avessero previsto anche questo oltre ad aver optato per uno scolmatore ad imbuto e ricorrere a pompe elettriche nel sottopasso di via Noaro per evitare che ad ogni precipitazione piovosa si allaghi. Tutto ciò appare ridicolo proprio trattandosi di una zona dove il deflusso delle acque dovrebbe essere agevolato da quella "grande opera" che è lo scolmatore di rio Ca Bianca e che dovrebbe aver risolto i problemi più a monte... ma anche qui ci sarebbe da aggiungere qualcosa che comunque chi abita in quella zona non ha bisogno che sia io a ricordare, ma che molti fanno finta di non vedere,  come ad esempio la doppia curva a gomito proprio nei pressi dell'immissione del Rio sullo scolmatore di Via Vittorio Veneto, dove in occasione di forti precipitazione nonostante i milioni di euro spesi, si ricorre ancora ai sacchetti di sabbia. Alla luce di tutto ciò, non mi sembrano poi così insensate le richieste ormai decennali riguardo ad un intervento di protezione della foce, così come non risultano al fine,  affatto insensati i dubbi sui presunti calcoli dei progettisti per i quali l'Amministrazione non nutre dubbi.

“Infine noi tutti ci auguriamo – termina Agosta - non ci debbano essere i presupposti di future problematiche legate a quest'opera che ancora oggi e a distanza di quasi tre anni ci ha visto subire situazioni scomode e a volte intollerabili e che al più presto si possano dichiarati terminati i lavori, compreso il ponte ferroviario che comunque ancora oggi è una grave ostruzione, anche perchè a rimetterci saremo comunque sempre e solo noi. Mi piacerebbe però che succedesse qualche volta che chi ha delle responsabilità ne paghi le conseguenze, a cominciare ad esempio con i lavori dello scolmatore di Rio Ca Bianca, se ciò non fosse che almeno si dimostri l'interesse di trovare una soluzione a quello che a noi pare una situazione davvero inaccettabile”.

Carlo Alessi

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