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CRONACA | martedì 26 gennaio 2016, 12:19

Avevano tentato una rapina anche a Taggia: arrestati i componenti di una banda che partiva da Catania

Grazie al prezioso contributo del Nucleo Investigativo CC di Imperia e dei militari della Compagnia Carabinieri di Sanremo, è stato possibile identificare in uno dei componenti del sodalizio Rosario Astorina di Badalucco, ma originario della Provincia di Catania.

Tutti gli arrestati

Alle prime ore dell’alba i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ascoli Piceno, supportati da quelli dei Comandi Provinciali di Catania ed Imperia, hanno dato esecuzione ad  una misura cautelare restrittiva nei confronti di 10 indagati tutti ritenuti responsabili, ognuno per parte e ruolo di competenza  del reato previsto dall’articolo 416 c.p. associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più rapine nel centro nord Italia ed altri reati connessi.

Grazie al prezioso contributo del Nucleo Investigativo CC di Imperia e dei militari della Compagnia Carabinieri di Sanremo, è stato possibile identificare in uno dei componenti del sodalizio Rosario Astorina di Badalucco, ma originario della Provincia di Catania.

A seguito di una rapina perpetrata con il sequestro di 21 persone il 27 agosto scorso ai danni dell’Unicredit, agenzia di Porto D’Ascoli del Comune di San Benedetto del Tronto per un bottino di oltre 115.000 euro, ad opera di tre soggetti di cui uno con viso travisato, sono state avviate dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, mirate attività d’indagine, coordinate dalla Dott.ssa Cinzia Piccioni della Procura di Ascoli Piceno.

Il particolare modus-operandi, poi riscontrato in altri episodi censiti dai Carabinieri nel corso delle indagini, caratterizzato dal sequestro di persona sia degli impiegati che della clientela presente e quella che affluiva, con un controllo certosino che tutti avessero posato i loro apparati cellulari e le chiavi delle autovetture in loro possesso, così da potersi muovere con maggior sicurezza nelle fasi successive, ovvero aspettare che i timer delle casseforti e del bancomat si sbloccassero, con un tempo di attesa di oltre un’ora, con le persone rinchiuse in un ufficio sotto la minaccia di taglierini. Le indagini partivano da un attento sopralluogo con attività tecniche sul posto, per poi proseguire con la visione dei filmati e le testimonianze delle 21 persone sequestrate. Dall’analisi di  tutte le informazioni raccolte si intraprendeva il giusto filone investigativo che portava a fissare l’attenzione verso un gruppo di giovani pregiudicati tutti di origine della Provincia di Catania, alcuni dei quali già con precedenti penali specifici.

La successiva attività di intercettazione sviluppata su alcune utenze cellulari nella disponibilità degli indagati,  consentiva di corroborare l’ipotesi investigativa tanto da iniziare a tracciare i loro movimenti che dalla prima periferia etnea li portava, alternativamente, in diverse località del territorio nazionale soprattutto del nord dove perpetravano la rapina, previa preventiva attività di localizzazione dell’obiettivo da rapinare e sempre con lo stesso modus operandi, ovvero il sequestro degli impiegati e clienti presenti all’interno dell’agenzia attenzionata, in attesa dell’apertura delle casseforti. L’incrocio delle risultanze delle prime  attività investigative (intercettazioni telefoniche e tabulati) e quelle strettamente  scientifiche legate al sopralluogo (impronte digitali e DNA) permetteva  in un primo step di incastrare i tre autori materiali della rapina.

Partendo da questo punto fermo, si riusciva a ricostruire una fitta rete di legami e rapporti delinquenziali che legavano questi ultimi ad una serie di sodali tutti votati all’organizzazione di colpi in istituti di credito del centro nord Italia, veri e propri pendolari delle rapine con sequestro di persone. Nel corso delle indagini si è riuscito ad appurare le responsabilità del sodalizio in due tentativi di rapina in danno di altrettanti istituti di credito di Taggia, nella nostra provincia, il 29 settembre, ed a Marcon (Verona) il giorno dopo. In questo caso le rapine non sono state portate a termine per le difficoltà riscontrate dai malviventi, ma sono state certificate attraverso le intercettazioni telefoniche ed i servizi mirati dell’Arma competenti territorialmente, attivati dal Nucleo Investigativo di Ascoli Piceno. Dopo aver tenuto sotto stretta osservazione per più giorni i movimenti del  gruppo malavitoso, il 14 ottobre a San Lazzaro di Savena (Bologna), insieme al locale Nucleo Investigativo, i Carabinieri hanno sorpreso in flagranza di reato 4 rapinatori appartenenti al più ampio gruppo già monitorato, mentre stavano perpetrando la rapina all’interno della locale agenzia della Unipol Banca, traendoli in arresto.

Dopo quest’ultimo determinante riscontro operativo e raccolti tutti gli elementi ritenuti importanti e congrui per fissare ruoli e responsabilità dei singoli sodali appartenenti all’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine in banca con sequestro di persona, il dipendente Nucleo Investigativo redigeva dettagliata, ha chiesto una misura cautelare nei confronti di 10 indagati, tutti pregiudicati della Provincia di Catania, per i quali è stato emesso il provvedimento il 19 gennaio. Si tratta di: Damiano e Salvatore Castelli di 23 e 21 anni, Vincenzo, Antonio e Davide Florio, di 39, 22 e 29 anni, Angelo Isaia di 34 anni, Rosario Astorina, 36enne. Arresti domiciliari per Emanuel Catania di 26 anni e Andrea Mazzarino di 29.

Sono tutti ritenuti responsabili, ognuno per parte e ruolo di competenza del reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più rapine nel centro nord Italia ed altri reati connessi. 

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