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ATTUALITÀ | martedì 15 marzo 2016, 15:21

Ventimiglia: il Liceo Aprosio attraverso la Festa dei 100, la storia ricorrenza folkloristica che segna il passaggio dei maturandi (foto)

E a chi non vede di buon occhio questa tradizione gli studenti sono stati pronti a replicare “Semel in anno licet insanire” facendo sfoggio della cultura acquisita proprio tra quelle mura.

(alcune foto sono di Tommy Vaccari)

Cento giorni alla Maturità, una notte di festeggiamenti per segnare il conto alla rovescia in vista degli esami che concluderanno il percorso di studi per tutti gli alunni delle ultime classi. Un’esperienza durata cinque anni dove i ragazzi hanno condiviso esperienze positive ma anche negative che hanno contribuito a formarli, dove sono nate amicizie ma soprattutto dove, con il fondamentale aiuto degli insegnanti, hanno gettato solide basi in vista del prossimo passo che per molti si appoggerà sul terreno universitario.

Una ricorrenza che ha visto passare tante generazioni di studenti e che la notte tra domenica e lunedì scorso ha regalato ai 110 studenti del Liceo Aprosio momenti che rimarranno per sempre tra i loro ricordi più belli. Le classi 5 A-B-C-D-L-M- hanno iniziato la serata cenando all’Agriturismo “U cian” a Isolabona insieme ad una trentina di professori che si sono divisi tra i tavoli mescolandosi con i ragazzi: “E’ stato magnifico – ha raccontato entusiasta Axel Vignotto, rappresentante d’istituto – alcuni professori hanno addirittura ballato con noi. Non poteva mancare anche il Preside Giuseppe Monticone d’altra parte è circa un anno e mezzo che lo tormento assiduamente con i vari progetti scolastici”.

Dopo cena i maturandi sono saltati sui pullman che li hanno condotti, tra i cori e l’entusiasmo, al Tatanka di Arma di Taggia e poi al Kursaal di Bordighera. Balli e divertimento fino al mattino quando, come celebrazione impone, si sono presentati tutti a scuola per salutare in modo completamente goliardico con coriandoli e stelle filanti i compagni più giovani intenti nella prima ora di lezione. E a chi non vede di buon occhio questa tradizione gli studenti sono stati pronti a replicare “Semel in anno licet insanire” (una volta all’anno è lecito impazzire) facendo sfoggio della cultura acquisita proprio tra quelle mura.

Una bella ricorrenza, un buon modo per salutare gli altri compagni più piccoli, soprattutto salutare i professori che ci hanno seguito per 5 anni e anche un’occasione per festeggiare prima della full immersion nello studio di preparazione alla maturità” ha spiegato Davide Mori. “Una soddisfazione grandissima e allo stesso tempo tanta nostalgia nel vedere i primini ricordandoci di quando eravamo noi al loro posto” ha aggiunto Valentina Rondelli.

Lorenzo Ballestra

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