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ATTUALITÀ | martedì 12 gennaio 2016, 16:56

Una lettera dalla Sardegna a Papa Francesco per chiedere di far rimanere Don Traetta a Coldirodi di Sanremo

L'ha scritta Chiara Saba, che vive da tempo nell'isola ma che è originaria della frazione matuziana, dove abita ancora la mamma e la sorella.

Anche una lettera al Papa dalla Sardegna, per tentare di far rimanere a Coldirodi, frazione di Sanremo, Don Pasquale Traetta. Un caso che sta facendo discutere da giorni e che ha visto mobilitare tutta la comunità ‘colantina’, sia di fede cristiana che di altre religioni.

La lettera al Pontefice è stata scritta da Chiara Saba:

“Caro papa Francesco, Le scrivo per solidarietà agli abitanti di Coldirodi, il piccolo paese dove tutta la comunità sta combattendo una strenua e pacifica battaglia per evitare che il suo parroco, don Pasquale Traetta, dopo venticinque anni di apostolato venga trasferito in un altro borgo dell’entroterra ligure. Io non abito a Coldirodi ma Le scrivo dalla Sardegna. Coldirodi è però il paese d’origine della mia famiglia da parte materna e vi abita ancora mia sorella, con mio cognato e mia mamma. Durante le mie frequenti visite ho avuto modo di conoscere sia la comunità “colantina”, sia don Pasquale e non mi è mai capitato di vedere un paese dove il parroco fosse veramente il fulcro della vita sociale e comunitaria all’insegna del Vangelo come lì. E’ molto difficile pensare a Coldirodi senza don Pasquale. So che ci saranno esigenze pastorali che spingono il vescovo Antonio Suetta a voler spostare il parroco altrove , ma è l’anno della Misericordia … non si potrebbe cercare una soluzione alternativa evitando di privare questa grande famiglia della sua guida? Ho passato una buona parte della mia infanzia a Sanromolo, una piccola frazione non molto distante da Coldirodi. Adesso ho sessantacinque anni ma ricordo che a dodici mi confessavo da don Paolo, il sacerdote che ha celebrato il mio matrimonio, che ha battezzato mia figlia e che dopo 53 anni è tuttora parroco di quel piccolo paese. Credo che niente sia più confortante di quando un padre può seguire il percorso di vita dei suoi figli e farne parte nei momenti più significativi e questo vorrei continuasse per don Pasquale e per i membri della sua parrocchia".

"Mi auguro che sia possibile revocare una decisione - termina Chiara Saba - che sicuramente sta amareggiando molte persone che altro non chiedono se non di continuare a vivere nell’armonia e nella pace che tutti auspichiamo in questi tempi così difficili e che a Coldirodi si è raggiunta grazie soprattutto alla guida di un parroco attivo nel mettere in pratica quelli che sono gli insegnamenti di Gesù : amore e rispetto del prossimo,accoglienza dei fratelli, protezione dei più deboli nell’umiltà e nella Luce della fede. Mi auguro che la mia richiesta, unita alle altre degli abitanti di Coldirodi e allle nostre preghiere possa essere ascoltata”.

Carlo Alessi

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