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ATTUALITÀ | venerdì 25 marzo 2016, 07:31

Santo Stefano al Mare: anche quest'anno la tradizione centenaria dei sepolcri pasquali è un'opera d'arte

Il sepolcro rappresenta una delle tradizioni più suggestive del borgo marinaro, non solo perché creato con particolari fiori, ma soprattutto per le polveri di marmo colorate da pigment

A Santo Stefano al Mare, nell'antico oratorio della Confraternita di Nostra Signora della Misericordia, come da tradizione centenaria, si allestisce ogni anno il “sepolcro” che ricrea l'ambiente in cui si trovò Gesù, dopo la sua morte.

Il sepolcro rappresenta una delle tradizioni più suggestive del borgo marinaro, non solo perché creato con particolari fiori, ma soprattutto per le polveri di marmo colorate da pigmenti, disposti sapientemente da veri e propri artisti del genere. La polvere colorata, quest'anno scelta di colore azzurro per ricordare il mare, viene stesa sul pavimento della cripta in cui è deposto un Cristo risalente al 1700, come un tappeto.

La tecnica dei sepolcri di Santo Stefano, ha una tradizione che si perde nella notte dei tempi e che la Confraternita, sotto la guida della Prioressa e del Priore, porta avanti per non perderla. Per la Pasqua del 2016, il sepolcro dell'oratorio è stato realizzato da Antonella Garibaldi e da Giacomo Lombardi, segretario della locale Confraternita.

Un altro sepolcro, sempre creato utilizzando la tecnica delle polveri colorate e dei fiori, è stato disegnato e creato nella Chiesa Parrocchiale dalla famiglia Ribul, che con grande passione e dedizione, ha elaborato un quadro dallo stile più moderno, ma di grande impatto visivo ed emotivo.

Ogni anno i sepolcri di Santo Stefano al Mare richiamano almeno 500 visitatori e già da oggi, sia la chiesa che l'oratorio sono stati visitati da molti fedeli e appassionati di questa antica arte che caratterizza il paese.

Stefania Orengo

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