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ATTUALITÀ | lunedì 18 gennaio 2016, 18:28

Sanremo, trasferimento don Traetta: gli abitanti di Coldirodi inviano le richieste di udienza al cardinal Bagnasco e a Papa Francesco e si scusano con gli airolesi

La comunità di Coldirodi ci tiene inoltre a scusarsi con i parrocchiani airolesi: "Non volevamo offendere nessuno, se non sottolineare che per don Pasquale questo trasferimento ad Airole non rappresenta un 'premio', ma tutt'altro, visto che si tratta di una comunità più piccola rispetto alla nostra."

Non hanno intenzione di fermarsi gli abitanti di Coldirodi, nemmeno dopo l'incontro di sabato scorso con Mons. Suetta che ha confermato la decisione di trasferire don Pasquale Traetta dalla parrocchia di Coldirodi a quella di Airole. Sono state, infatti, inviate le richieste di udienza al cardinale Angelo Bagnasco e a Papa Francesco, ma nell'attesa il desiderio della comunità di Coldirodi è sicuramente quello di tenere alta l'attenzione sia sui media locali che su quelli nazionali.

Ieri sera in Sala Musica, una parte degli abitanti si è riunita per discutere dell'incontro avuto con Mons. Suetta e pianificare le azioni da intraprendere in questo frangente, considerando che domenica 25 gennaio dovrebbe essere il giorno dell'ultima messa di don Pasquale nella parrocchia di Coldirodi.

Ci siamo incontrati per discutere di quanto ci è stato detto sabato scorso dal Vescovo – spiega Simone Attanasio, uno dei coordinatori della protesta contro il trasferimento di don Pasquale – sono già state inviate le due richieste di udienza al cardinal Bagnasco e a Papa Francesco, non arriverà una risposta imminente, per questo stiamo valutando cosa fare in questi prossimi giorni per continuare la nostra protesta. Quello di sabato con Mons. Suetta più che un incontro con dei fedeli, ci è sembrata una discussione tra azienda e sindacati dal momento che si è parlato molto più di costi e risorse piuttosto che di anime."

Sicuramente organizzeremo qualche iniziativa in occasione del Festival, che sarà dopo l'ultima messa di don Pasquale a Coldirodi, non abbiamo intenzione di fermarci, anche nel caso in cui il parroco dovesse andarsene davvero. 

La comunità di Coldirodi ci tiene inoltre a scusarsi con i parrocchiani airolesi: "Non volevamo offendere nessuno, se non sottolineare che per don Pasquale questo trasferimento ad Airole non rappresenta un 'premio', ma tutt'altro, visto che si tratta di una comunità più piccola rispetto alla nostra."

Simona Della Croce

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