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ATTUALITÀ | sabato 23 gennaio 2016, 20:30

Sanremo: trasferimento di Don Traetta da Coldirodi, intervista esclusiva al Vescovo Suetta

“Quanto successo nei giorni scorsi sono state forme di protesta contrarie allo spirito ecclesiale e rischiano di creare ferite nel contesto ecclesiale. Spero che il buon senso e il senso di fede aiuti tutte le persone ad agire bene".

Il Vescovo Antonio Suetta

“Dopo 25 anni che un prete opera in una parrocchia ha avuto tutto il tempo per impostare e consolidare il lavoro. Il trasferimento di un prete non è un danno ma si provvede con un altro sacerdote”. 

Il Vescovo della Diocesi di Ventimiglia Sanremo, Antonio Suetta, ha risposto ad alcune domande relative alle nuove critiche arrivate dagli abitanti di Coldirodi di Sanremo. I collantini non riescono a darsi pace per l’ormai imminente trasferimento di don Pasquale Traetta che da lunedì andrà a prestare servizio presso le parrocchie di Airole, Olivetta San Michele e Trucco. A poche ore dall’addio cresce l’attesa in vista di San Sebastiano, patrono della frazione matuziana. 

Il Vescovo ha così risposto: “Non sono argomenti per i quali entrare nel merito. Agli abitanti di Coldirodi io ho già spiegato fondamentalmente due cose. La prima è la ragione per la quale ho pensato a questo trasferimento di don Pasquale. In genere ogni trasferimento è motivato da ragioni pastorali, quando si viene a creare una situazione di bisogno in una parrocchia e non necessariamente una condizione problematica. Nel caso concreto, Olivetta e Airole sono guidate da un parroco che tornerà in India perchè è finita la convenzione che aveva con la nostra Diocesi; l’altra parrocchia, Trucco, ha una bella prospettiva di impegno e lavoro pastorale che ho pensato e condiviso a lungo con don Pasquale. Questa ipotesi è stata presa non in maniera affrettata ma condivisa a livello di confronti dalla scorsa estate. Sono almeno 6 mesi che con Don Pasquale ragioniamo insieme su questa possibilità e ci siamo trovati d'accordo nel deciderla e realizzarla. Questa è la genesi della cosa. Non ci sono altre ragioni, il resto sono tutte dietrologie che sono semplicemente inesistenti. Non posso rispondere a quelle perché non esistono. Sono tutte fantasie che vengono da situazioni di cui non ho riscontro”. 

Poi, il Vescovo riferendosi al tempo trascorso da Don Pasquale a Coldirodi sottolinea: “Al di là che non ci sono criteri assoluti per decidere i trasferimenti, la decisione su questi è lasciata al Vescovo. Ritengo che dopo 25 anni che un prete opera in una parrocchia ha avuto tutto il tempo per impostare e consolidare il proprio lavoro. Comprendo le ragioni del cuore quindi l’affetto ed i legami creatisi ma non devono essere motivo di problemi. Comprendo che i fedeli chiedano al Vescovo di tornare sulle sue decisioni, infatti li ho ascoltati ma credo di aver fatto bene quello che è il compito che dovevo fare. Non posso farmi condizionare da chi protesta. Mi confronto con chi ha un’opinione diversa, la esamino in coscienza e prendo decisioni, senza creare ingiustizia e provvedendo al bene della parrocchia”. 

Proprio sul bene della Parrocchia molti fedeli di Coldirodi non hanno ben accolto la decisione di far subentrare tre nuove figure al posto di Don Traetta. Il Vescovo ha così precisato quanto deciso: “Si provvederà alla parrocchia mediante due amministratori parrocchiali, una scelta dettata dal clima di agitazione che avrebbe reso prematura la nomina di un solo parrocco. Si tratta di due sacerdoti di provata esperienza che andranno ad occuparsi della parrocchia affinché non soffra sotto nessun punto di vista e siccome ho l’opportunità di avere un sacerdote che temporaneamente soggiorna qui ho inviato anche questo. Il terzo nominato infatti non ha un incarico ufficiale presso la nostra Curia ma ha il compito di garantire la presenza sacerdotale nella parrocchia. Una scelta temporanea in attesa che tutto si stabilizzi". 

Riguardo ad eventuali nuove proteste che potrebbero aver luogo proprio in questi giorni, il Vescovo non ha voluto usare mezzi termini: “Quanto successo nei giorni scorsi sono state forme di protesta contrarie allo spirito ecclesiale e rischiano di creare ferite nel contesto ecclesiale. Spero che il buon senso e il senso di fede aiuti tutte le persone ad agire bene. In questi casi, ciascuno si assume la responsabilità di ciò che fa. Ho il massimo rispetto per le loro opinioni ma non vuol dire che le debba condividere, li ho ascoltati ma spero che possano continuare a vivere una buona esperienza di Chiesa con i nuovi sacerdoti”. 

Infine, domani come è ormai noto il Vescovo non sarà a Coldirodi: “Terminerò la visita pastorale alla Chiesa di Maria Ausiliatrice a Vallecrosia e nel pomeriggio sarò a San Sebastiano a Camporosso, dove avevo preso un impegno da due mesi. In genere vado nelle parrocchie quando mi compete e se mi avessero invitato alla festa patronale di Coldirodi sarei andato. Andrò al primo appuntamento in calendario che sarà per le Cresime. Sarò tranquillamente in parrocchia per quella data. - conclude il Vescovo che poi offre un’ultima riflessione - Esorto tutti a essere sereni e tranquilli per comprendere le cose in un momento di difficoltà”. 

Stefano Michero

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