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ATTUALITÀ | mercoledì 17 febbraio 2016, 13:57

Sanremo: la Sinfonica rischia un 'buco' da 400mila euro, serve un accordo tra Cda e sindacati

Quest'anno i contributi caleranno di 300mila euro e si parla, anche se la cifra non trova conferme, di un taglio di circa il 10% sugli stipendi, ma la trattativa sarà sicuramente serrata dall’una e dall’altra parte.

Saranno settimane decisive, quelle successive al Festival di Sanremo, per i dipendenti dell’Orchestra Sinfonica matuziana, purtroppo sempre nell’occhio del ciclone in tema sindacale. L’epoca delle cosiddette ‘vacche grasse’ è finita da tempo per tutti e, da diversi anni anche la prestigiosa orchestra sanremese deve far fronte ai ‘tagli’ continui che arrivano dagli enti locali e nazionali.

Da tempo si parla di un’orchestra che dovrebbe ‘vendersi’ meglio e poter contare anche sulle proprie risorse e, nel 2016 si prospetta la possibilità di nuovi tagli alle spese e, quindi, anche agli stipendi dei dipendenti. Al momento non c’è stato nessun taglio ma, nei prossimi giorni, ci saranno i primi incontri tra sindacati e Cda della Fondazione. Anche quest’anno è purtroppo prevista una riduzione di 150mila euro sui contributi del Comune di Sanremo e di 130mila dal Ministero, per un totale che sfiorerà i 300mila euro.

Dalla Regione lo scorso anno arrivarono 80mila euro ed il Cda della Fondazione matuziana si sta cercando una soluzione con l’ente di piazza De Ferrari, per finanziare alcuni progetti dell’Orchestra, che potrebbe così trarre vantaggi economici. Quello che è ormai certo che, se non si interverrà fattivamente, la Sinfonica rischia un ‘buco’ di circa 400mila euro, se gli stipendi dei Maestri torneranno dalla ‘solidarietà’ al 100%.

Si parla, anche se la cifra non trova conferme, di un taglio di circa il 10% sugli stipendi, ma la trattativa sarà sicuramente serrata dall’una e dall’altra parte. Già nei giorni scorsi, sul nostro giornale si sono susseguiti i ‘botta e risposta’ tra il Cda ed i sindacati e, siamo certi, ce ne saranno ancora nelle prossime settimane, in attesa di un accordo definitivo.

Carlo Alessi

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