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ATTUALITÀ | lunedì 11 gennaio 2016, 19:37

Sanremo, intervista a don Pasquale Traetta: “Persone e realtà diverse chiedono che io resti, questo dovrebbe farci riflettere” (Video)

Ancora nessuna certezza su quello che sarà il successore di don Pasquale Traetta alla guida della comunità di Coldirodi. Alcuni abitanti del paese ipotizzano che si tratti di don Marco Castagna, Vice Parroco della Cattedrale di Ventimiglia.

Continua a far discutere il trasferimento di don Pasquale Traetta, parroco di Coldirodi, ormai prossimo a prendere la guida della parrocchia di Airole. Abbiamo intervistato don Pasquale Traetta che, dopo alcuni giorni, esprime quel che pensa sul suo trasferimento.

Un trasferimento che accetta di buon grado, come un sacerdote al servizio della Chiesa deve fare, senza nascondere però il dispiacere nel lasciare una comunità che guida da 25 anni e che si sta battendo affinché il vescovo Mons. Suetta faccia un passo indietro e torni sulla sua decisione, come aveva fatto qualche anno fa, in occasione dell'insediamento di don Traetta nella parrocchia di Ospedaletti.

Don Pasquale sembra ormai imminente il suo trasferimento dalla parrocchia di Coldirodi a quella di Airole, come ha appreso la notizia e cosa ne pensa? Ribadisco ancora la scelta maturata insieme a sua Eccellenza Mons. Suetta perché dopo 25 anni trascorsi a Coldirodi è giusto anche un cambiamento, un rinnovamento in questa comunità, quindi non c'è per me alcuna perplessità. Indubbiamente c'è una sofferenza e un'insofferenza nei confronti di una comunità per la quale ho vissuto per 25 anni e dalla quale ho ricevuto veramente tanto da ogni realtà e situazione.

Che cosa si instaura tra i parrocchiani e il proprio sacerdote in 25 anni di attività? Parrocchiani che si stanno mobilitando in ogni modo per non farla andare via. Non è soltanto una cosa legata alla parrocchia, ma ad un paese tutto che ha fatto sì che si esprimesse veramente quella che è la centralità della chiesa. Una chiesa che diventa centrale in un cammino a tutto campo dove ci sono varie realtà, di ogni tipo: politica, sociale e religiosa. Essere riuscito ad amalgamare e a solcare ogni realtà e in esse ogni persona, e aver fatto sì che oggi tutte queste realtà all'unisono siano legate a mantenermi e a volermi qui a Coldirodi, dovrebbero far riflettere tutti noi sotto il profilo ecclesiale. Una riflessione positiva, a volte quando ci sono queste situazioni si tende a ridicolizzarle, non penso che questo possa essere il caso di questa comunità. Comprendere che ci sono tante realtà vicine o lontane dal contesto della chiesa, ma in esso unite, dovrebbe farci riflettere positivamente e unire quello che è il nostro cammino di chiesa.

Il video dell'intervista a don Pasquale Traetta

Anche la comunità musulmana si è mossa affinché lei rimanesse quei a Coldirodi, sicuramente un attestato di stima per il lavoro svolto in questi anni, anche se lei con la sua comunità non è stata un prete morbido, tutt'altro. Ognuno di noi deve sempre riuscire ad essere parte sensibile e credibile di tutto ciò che è, non solo la parrocchia, ma tutto il paese, a maggior ragione noi sacerdoti che siamo alla guida della comunità. Il fatto che anche i musulmani chiedano la mia presenza è perché questa presenza ha solcato il loro cammino, non solo di amicizia o un cammino sentimentale o di persone legate ad un certo sentimentalismo superficiale. Tengo a precisare che spesso vado anche nella loro moschea, questo ha legato ulteriormente noi tutti, c'è una certa affezione verso un sacerdote che non ha fatto altro che quello che dovremmo far tutti quanti, come indica il Papa a tutta la Chiesa, un ministero capace di raggiungere ogni persona, credente o non.

Cosa ha spinto secondo lei Mons. Suetta a decidere per il suo trasferimento, quali motivazioni ci sono dietro il suo cambiamento di parrocchia? Secondo lei ci sono ancora i margini per tornare indietro? I nostri superiori non sono motivati da giochi o fantasie nel momento in cui fanno queste scelte, tutt'altro, loro cercano il bene della Chiesa. Indubbiamente quest'ultima oggi ha difficoltà perché la carenza di vocazioni porta i nostri superiori a volte a scelte pesanti che li pone in netta contraddizione con un paese stesso, d'altronde le necessità di una Chiesa non sono quelle di Coldirodi, ma di una diocesi che ha bisogno non di tamponare, ma di poter dare quello che ho dato qui anche altrove.

Si parla di un parroco giovane come suo successore, che cosa si sente di dire o consigliare a chi verrà dopo di lei rispetto alla comunità di Coldirodi? Io non vorrei essere così presuntuoso da consigliare il mio successore. Posso dire cosa vorrei fare se dovessi essere effettivamente trasferito ad Airole: semplicemente il sacerdote, a tempo pieno, senza risparmiarmi. Un sacerdote che vuole raggiungere tutti coloro che sono presenti sul proprio territorio con amore, pazienza, dedizione e tanta preghiera.

Ancora nessuna certezza su quello che sarà il successore di don Pasquale Traetta alla guida della comunità di Coldirodi. Alcuni abitanti del paese ipotizzano che si tratti di don Marco Castagna, Vice Parroco della Cattedrale di Ventimiglia, ma al momento non vi sono ancora comunicazioni ufficiali. 

Simona Della Croce

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