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ATTUALITÀ | martedì 01 marzo 2016, 13:15

Sanremo: Giancarlo Caselli incontra gli studenti dell'Istituto Colombo “Ascoltatemi, ma imparate a ragionare con la vostra testa”

"Quando ero Presidente della Corte d'Assise, a Palermo vengono uccisi prima Falcone e poi Borsellino, le stragi del '92 Capaci e via d'Amelio. Il nostro paese era il caos in quel momento, io sento il dovere di fare domanda per andare a lavorare a Palermo, per fare qualcosa mettendomi a disposizione ed entrare così in gioco."

Non fidatevi troppo di me, ascoltate quello che avrò da dirvi, ma poi fatevi una vostra opinione.” Inizia così il suo intervento Giancarlo Caselli, ex magistrato e procuratore della Repubblica che ha dedicato una vita alla repressine del crimine organizzato, sia esso terrorismo come mafia. Ed è proprio della sua vita che ha parlato agli studenti dell'Istituto Colombo nell'incontro organizzato al Palafiori in collaborazione con l'Associazione Libera e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Sanremo, di cui ha portato i saluti, insieme a quelli di tutta l'Amministrazione, l'assessore Daniela Cassini.

Nient'altro che la verità. La mia vita per la giustizia, tra misteri, calunnie e impunità”. Questo il titolo del suo ultimo libro, in cui l'ex magistrato racconta la sua vita e come questa si sia intrecciata con la storia della mafia e i tragici fatti di cronaca da essa provocati. Un racconto all'interno del quale non possono mancare sfumature personali, il tormento di combattere un fenomeno crudele e molto pericoloso come quello mafioso, accompagnato e sostenuto in questo lungo percorso, 47 anni di magistratura, dalla moglie Laura che, insieme ai suoi figli, ha accettato di vivere una vita blindata per amore non solo di suo marito, ma della giustizia e della legalità.

Gli argomenti di cui vi parlerò – spiega l'ex magistrato agli studenti – ammettono e prevedono opinioni diverse e in conflitto tra loro. Ascoltatemi senza fidarvi troppo di me, per questo ricordatevi che esporrò la mai opinione, oltre la quale ce ne sono moltissime altre: cercatele, leggendo, studiando e discutendo tra voi, ma alla fine scegliete con la vostra testa. Questa è una fase delicatissima della vostra vita, state imparando tante nozioni importanti, ma soprattutto state imparando a ragionare con la vostra testa senza lasciarvi condizionare magari da chi grida più forte o ha apparentemente qualche argomento in più che poi all'analisi si rivela fragile.”

Una premessa che ha fatto da preludio al racconto della propria esperienza professionale e in particolar modo alla scelta di occuparsi prima di terrorismo e poi di mafia, consapevole delle conseguenze che questo avrebbe portato nella sua vita e in quella della propria famiglia.

Io mi sono occupato per una decida d'anni di terrorismo cosiddetto 'rosso', quello delle Brigate Rosse – spiega Caselli - a cui hanno fatto seguito altre esperienze importanti. Finché, quando ero Presidente della Corte d'Assise - un bel mestiere in fondo - a Palermo vengono uccisi prima Falcone e poi Borsellino, le stragi del '92 Capaci e via d'Amelio. Il nostro paese era il caos in quel momento, io ho sentito il dovere di fare domanda per andare a lavorare a Palermo, per fare qualcosa, quello che potevo fare io, mettendomi a disposizione ed entrare così in gioco. Un gioco pesante, difficile, scabroso e rischiosissimo, ma in quel momento mi sembrava la cosa giusta da fare e l'ho fatta, coinvolgendo la mia famiglia in problemi e responsabilità nei confronti dei nostri figli da parte mia e di mia moglie che vi lascio immaginare.

A Palermo lavoro quasi sette anni, dopodichè faccio altre esperienze poi torno a Torino, prima come procuratore generale e poi procuratore della repubblica, dove mi occuperò di alcune infiltrazioni della 'Ndrangheta in provincia di Torino e in Piemonte che comporteranno moltissimi arresti.”

“Per combattere la mafia – aggiunge Caselli – non occorre solo la repressione, serve un cambiamento culturale, ma soprattutto il coinvolgimento dell'opinione pubblica, un fattore che, ad esempio, è stato decisivo nella lotta al terrorismo.” 

Questo pomeriggio, alle 15.30, Giancarlo Caselli incontrerà alla Federazione Operaia Sanremese alcuni studenti del Liceo Amoretti, Anpi e Auser, per un'intervista parallela con alcuni partigiani sul tema 'Costituzione Italiana – conoscerla per attuarla', condotta dal Laboratorio di Giornalismo del Liceo coordinato dal prof. Fabrizio Prisco.

Simona Della Croce

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