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ATTUALITÀ | martedì 01 marzo 2016, 18:49

Sanremo: Costituzione, Resistenza e lotta alla mafia, Giancarlo Caselli alla Federazione Operaia intervistato dai ragazzi del Liceo Amoretti

Toccante la testimonianza della moglie di Giancarlo Caselli, Laura Romeo, quando le è stato chiesto di raccontare come ha reagito alla decisione del marito di farsi trasferire a Palermo per dare il suo contributo nella lotta al sistema mafioso.

Secondo appuntamento della giornata per Giancarlo Caselli, questo pomeriggio alla Federazione Operaia, in un incontro organizzato nell'ambito del progetto intergenerazionale coordinato dall'Auser, dall'Anpi, da Libera e dall'Associazione Mappamondo, intitolato 'La Costituzione, conoscerla...per attuarla...Uomini coraggiosi per la Costituzione'.

Un incontro che per i ragazzi del Laboratorio di Giornalismo del Liceo Amoretti, coordinato dal professor Fabrizio Prisco, ha significato anche la conclusione di un discorso iniziato proprio una settimana fa, quando hanno avuto il piacere di incontrare e intervistare due partigiani, Alfredo Schiavi e Stefano Capponi, che hanno raccontato loro gli anni della Resistenza e della lotta che li ha visti giovanissimi combattere contro il fascismo.

Italiani contro italiani per costruire, a loro volta, un'Italia migliore, una Resistenza che nei fatti è molto simile a quella combattuta da Giancarlo Caselli, ma da tutti coloro che si sono battuti contro il sistema mafioso, soprattutto negli anni immediatamente successivi alla morte di Falcone e Borsellino, dunque alle stragi di Capaci e via d'Amelio.

Quelli sono stati anni che possiamo definire in un certo senso 'magici' – ha spiegato il procuratore Caselli – per qualche tempo abbiamo avuto l'impressione che lo Stato lottasse con noi contro la mafia, perché ovviamente non sarà sempre così. Parlando di Falcone e Borsellino si usa definirli con molta facilità degli eroi, ma lo sono diventati dopo la loro morte, durante la loro vita professionale non è stato riservato lo stesso trattamento, soprattutto dal momento in cui sono andati a toccare questioni delicate come il rapporto stato – mafia. Quella che è stata portata avanti nei confronti della mafia è stata una sorta di Resistenza. ”

Toccante la testimonianza della moglie di Giancarlo Caselli, Laura Romeo, quando le è stato chiesto di raccontare come ha reagito alla decisione del marito di farsi trasferire a Palermo per dare il suo contributo nella lotta al sistema mafioso, una scelta che ha significato per lui e coloro che gli erano attorno l'inizio di una vita blindata, protetta dalla scorta. Una moglie che ha sempre sostenuto le scelte del marito e che, nell'assistere in Tribunale alla testimonianza di Gaspare Spatuzza, aveva scoperto da sola in quell'occasione, il piano messo in atto da Cosa Nostra per eliminare il procuratore Caselli con un lanciamissili.

Non mi ha entusiasmata questa sua scelta – spiega la Romeo – ma lo conoscevo da molto tempo e sapevo che prima o poi sarebbe arrivata. Le idee di fondo che muovevano il suo lavoro erano quelle che lo hanno portato a prendere questa decisione che ho sempre appoggiato e sostenuto. Credo che non si possano cambiare le cose stando alla finestra, ma occorre impegnarsi, almeno per quanto è nelle nostre capacità, e mettersi in gioco per far sì che davvero le cose possano prendere un altro corso.”

Simona Della Croce

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