/ ATTUALITÀ

Che tempo fa

Cerca nel web

| domenica 17 gennaio 2016, 08:39

In & out: dalla Svezia a Bordighera, la storia di Anki Norden, una svedese innamorata del nostro entroterra e dei suoi tesori nascosti

"L’Ikea per fortuna non è ancora arrivata... anche se certamente creerebbe molto lavoro. Per il momento mi accontento di far un giro a Genova ogni tanto, quando ho voglia di un piatto di köttbullar svedese (polpette)".

Dalla fredda Svezia alla calda città delle palme, Bordighera. Anki Norden ci racconta come ha ricostruito qui la sua vita, lavorando nel turismo e diventando promotrice delle nostre bellezze nascoste. Agli svedesi e a tutti gli straneri che soggiornano nel suo B&B, Anki preferisce far conoscere il nostro entroterra, i prodotti locali e i tanti tesori che spesso anche noi dimentichiamo. Ecco come.

Dalla Svezia a Bordighera, perché questa scelta? Sono arrivata in Italia quando ho incontrato mio marito Maurizio, che originalmente è un Bordigotto. Ci siamo conosciuti durante la Pasqua del 1990, quando sono arrivata a Bordighera per trovare una mia amica svedese che all'epoca abitava qui. Mi sono innamorata di questo paese e della gente del luogo. La famiglia di mio marito mi ha sempre trattato come una di loro, fin da subito. Successivamente ci siamo trasferiti in Svezia, a Stoccolma. Mio marito faceva l' architetto, e io lavoravo come hostess sugli aerei internazionali. Dopo un periodo svedese, in cui è nata nostra figlia Ofelia (1998), abbiamo scelto di ritornare in Italia e di  farle iniziare la scuola qui. Ci siamo trasferiti a Bordighera nel 2004.

Di cosa ti occupi qui in zona? Con la mia esperienza nel turismo e tante conoscenze in Svezia, abbiamo deciso di aprire una piccola attività di B&B. Inizialmente siamo partiti con due camere nella nostra casa, ma con il piacere di far venire turisti nella zona. Abbiamo voluto sviluppare l'attività e da qualche anno gestiamo B&B/affitacamere Dormiusa suites & rooms, nel centro storico di Bordighera Alta. Il piacere più grande è a far vedere ai nostri ospiti, che vengono dalla Scandinavia, ma anche da tanti altri paese europei, le bellezze nascoste di questa parte della Liguria. Tanti conoscevano le Cinque Terre e la Toscana, ma questa zona era per loro meno conosciuta. Abbiamo fatto del nostro meglio per fargli provare la cucina tipica, fargli assaggiare il vino locale e visitare paesini dove non tanti turisti arrivano. Paesini come Rocchetta Nervina, Castellvittorio, Pigna, Badalucco ma anche Apricale, Perinaldo e Dolceacqua. Abbiamo cercato di non puntare solo su Sanremo e la Costa Azzurra, ma anche Bordighera e la nostra bella entroterra. Organizziamo corsi di cucina con ristoranti e cerchiamo di indicare ai nostri ospiti dove andare ad assaggiare olio e vino locale. Il piacere è enorme quando, come svedese, riesco a lavorare per migliorare il turismo di questa parte della Liguria.

Stai facendo conoscere la mostra provincia all’estero, come? Ho un blog per il giornale di viaggi più famoso in Svezia, RES, e scrivo esclusivamente di tutto quello che una turista "per caso" possa scoprire durante la sua vacanza qui. Per me è un grande onore rendere nota questa zona! Per esempio, un luogo splendido per me, dove cerco sempre di portare i miei ospiti, è il Cinema 3D di Eugenio Andrighetto a Dolceacqua: un gioiello nascosto, con un personaggio straordinario. Oppure il piccolo ristorante Il Busciun a Castellvittorio, gestito da Terry e suo marito Tafe, uno di quei pochi posti dove esiste ancora la cucina locale, con tutta la sua genuinità.

Cosa c’è di svedese nella vallata? Di svedese nella nostra vallata non c'è molto. Io e qualche mia amica svedese facciamo del nostro meglio per far conoscere la Svezia e le nostre tradizione agli amici italiani. Per esempio, festeggiamo ogni anno Santa Lucia a Villa Nobel e prepariamo dolci tipici, che offriamo al pubblico. L’Ikea per fortuna non è ancora arrivata... anche se certamente creerebbe molto lavoro. Per il momento mi accontento di far un giro a Genova ogni tanto, quando ho voglia di un piatto di köttbullar svedese (polpette). A parte gli scherzi, penso che ogni specialità si gusta meglio ne suo stesso territorio. In Italia preferisco mangiare italiano, in Svezia mangio la cucina classica svedese. Ogni tanto porto con me un pezzo di parmiggiano, un buon olio o qualche specialità che non trovo e vice versa.

Cosa hai esportato di ligure in Svezia? Un piatto che mi piace molto portare nei viaggi in Svezia sono le trofie col pesto, specialmente se fatte in casa. Anche il Limoncello, sempre fatto in casa, con  limoni locali (trovati durante le mie camminate nell'entroterra, e sicuramente ecologici).

Stefania Orengo

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Link Utili|Scrivi al Direttore