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| domenica 31 gennaio 2016, 07:25

In & Out: dalla Finlandia a Ventimiglia. In viaggio tra i ricordi di Janne Tolonen, assieme a Dalì e Picasso

"Ricordo quando Victor Vasarely, fondatore del movimento artistico dell'Op art, mi chiese se avessi preferito 100 franchi o un suo quadro. Io risposi e ricevetti 100 franchi. Ora i suoi quadri sono quotati milioni".

Parlare tre lingue a tre anni, viaggiare tutto il mondo, con una famiglia di artisti e avere come ricordo da bambino, di essere stato preso sulle spalle da Salvador Dalì e di aver conosciuto Pablo Picasso. Questa è la vita di un ragazzo finlandese che, dopo aver abitato in alcune delle città più belle al mondo, ha deciso di mettere radici. E lo ha fatto dapprima ad Airole e in seguito e Ventimiglia. Questa è la storia di Janne Tolonen.

Dalla Finlandia a Ventimiglia. Perché questa scelta? A dire il vero il mio primo amore in provincia di Imperia è stato Airole, nel 1969. La prima volta che mia mamma decise di comprare una casa per le vacanze, in questa zona, avevo tre anni. Al tempo parlavo, se così si può dire, già 3 lingue. Fin da piccolo, ogni anno cambiavo città, scuola, amici e quindi ne imparavo lingua e cultura. Mia mamma è un'artista e il mio patrigno Richard de Grab, un fotografo molto noto. Si incontrarono nel '68, tra le barricate di Parigi, dove entrambe lavoravano come giornalisti. Richard scriveva di arte, oltre ad aver scattato alcune immagini che molti conoscono. Ho sempre viaggiato con loro: Parigi, New York, San Francisco. Quando da bambino tornavamo nella casa di Airole, mi sentivo davvero libero, di giocare e di divertirmi. Ho deciso nel 1984 di stabilirmi ad Airole la città, anche se vivo da 10 anni a Ventimiglia, la città di mia moglie, dove vivo con lei e le mie due figlie.

Ti manca il tuo Paese? A dire il vero, sono solo nato in Filnandia. Ho sempre girato il mondo, ma ci torno ogni anno, e vi ho svolto il servizio militare. Ritorno  durante i mesi estivi, quando qui il caldo, per me, diventa eccessivo. Il problema di passare le settimane estive al nord però sono le tre settimane in cui il sole tramonta per poco tempo. Mia moglie non si è ancora abituata e abbiamo messo speciali tende alle finestre. Siamo gli unici credo; ciò per alcuni rimasugli del calvinismo, che ha trasmesso ai finlandesi la prassi di non nascondere niente. Per questo è raro vedere delle tende.

Tu hai vissuto l'arte, da bambini e da ragazzo, assieme ai tuoi genitori, in giro per il mondo. C'è qualche aneddoto che ricordi? Ricordo una volta di aver giocato con Salvador Dalì e che lui mi teneva sulle sue spalle. Un'altra occasione che ricordo con un sorriso più amaro, è quando l'artista Victor Vasarely, fondatore del movimento artistico dell'Op art, mi chiese se avessi preferito 100 franchi o un suo quadro. Io risposi e ricevetti 100 franchi. Ora i suoi quadri sono quotati milioni.

Dopo aver vissuto in tanti Paese del mondo, quale pensi sarebbe il migliore per le tue figlie? Quello in cui possano vivere serene. Sia l'Italia che la Finlandia hanno i loro pregi, ma anche i loro difetti. Personalmente, l'unico luogo di cui sento davvero nostalgia è New York, una città dove, solo gli estranei parlano un inglese perfetto e un immigrato è di casa".

Quando torni in Finlandia, d'estate, c'è qualche nostro prodotto tipico che porti con te? Solitamente l'olio e il vino, come il Rossese di Dolceacqua. Comprare alcolici in Finlandaia è esoso, e puoi farlo solo in un determinato negozio, dove non c'è di sicuro il Rossese e dove le bottiglia con il prezzo più basso non la paghi meno di 10 euro. Il mangiare italiano è uno dei migliori al mondo dicono, ma a me manca molto la possibilità di avere la scelta multietnica.

La vallate alle spalle di Ventimiglia è popolata da artisti stranieri. Perchè secondo te? Anche mia mamma fa parte di loro. Abita ad Airole, ovviamente, dove crea le sue ceramiche dipinte a mano. Già secoli fa gli inglesi e i russi venivano qui, per svernare o per abitare. Credo sia un nuovo tipo di “turismo”. Quale artista vorrebbe vivere a Londra in inverno?! 

Stefania Orengo

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