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ATTUALITÀ | sabato 05 marzo 2016, 07:11

"Il Galateo dei fiori": intervista a Barbara Ronchi della Rocca, alla scoperta del magico mondo floreale

La giornalista televisiva, scrittrice, consulente del Quirinale ed esperta di buone maniere, con questa pubblicazione ci spiega a chi, quando, come e perché regalare fiori.

Di Barbara Ronchi della Rocca è appena uscito nelle librerie il suo volume “Il Galateo dei fiori” ed abbiamo colto l’occasione per rivolgerle alcune domande. La giornalista televisiva, scrittrice, consulente del Quirinale ed esperta di buone maniere, con questa pubblicazione ci porta così alla scoperta del magico mondo floreale e ci spiega a chi, quando, come e perché regalare fiori. Perché da sempre i fiori sono utilizzati per esprimere un augurio o un ringraziamento, una partecipazione o un sentimento.

Ma oggi si usa ancora regalare i fiori per esprimere i propri sentimenti? Un mazzo di fiori, o un vasetto fiorito, inviato all’indirizzo privato del ricevente è sempre gradito, non richiede sforzi di fantasia, ed è il regalo più facile per ogni occasione. Ma deve essere scelto con il garbo e il buon senso, che lo rende un omaggio non ovvio.

Puoi farci qualche esempio? Meglio se le rose per l’anniversario di matrimonio non sono dodici, e non sono rosse; vista che domani è l'8 marzo preferiamo alla solita mimosa un piccolo mazzo di giacinti, o un solo bulbo fiorito; a Natale scegliamo un mazzo di rose bianche o un elleboro invece della poinsettia («stella di Natale»), e per San Valentino basta con la rosa rossa! Regaliamo un seme di sequoia in un sacchettino, per piantare insieme l’albero più longevo al mondo. E’ sempre di gran classe il mazzolino fuori stagione, o un giacinto fiorito per regalare un po' di primavera in un giorno grigio.

Regalare fiori oggi è però molto costoso. Fuggiamo come la peste la convinzione che siano le dimensioni e il prezzo a rendere più indovinato e più gradito un omaggio floreale. Anzi, i mazzi enormi e voluminosi e i fiori dal gambo lunghissimo mettono in difficoltà una padrona di casa, che non vanti una gamma di vasi di dimensioni extra large, così come corbeilles e composizioni lussuose imbarazzano chi ci accoglie con semplicità e senza sfarzo. Non deve costare più di 15 euro il mazzetto fiorito da portare di persona alla signora che ci invita a cena o a pranzo; qualche euro in più quello che invieremo per scusarci di non poter onorare un invito già accettato, o per augurare buon compleanno o buon onomastico a un’amica. Anche quello inviato il giorno dopo un invito al ristorante o una festa importante con un biglietto di ringraziamento non deve superare i 30 euro, per non dare l’impressione di voler pagare la cena. Può essere ancora meno costoso il fiore simbolicamente appoggiato al pacchetto contenente un oggetto che abbiamo avuto in prestito e stiamo restituendo. Non badiamo a spese invece per la pianta inviata con un biglietto di scuse alla padrona di casa cui abbiamo rotto un bicchiere, o un ninnolo prezioso, o al/alla commensale cui abbiamo macchiato il vestito durante la cena.

Ci sono delle regole da seguire per quanto riguarda i numeri? Se i fiori sono tutti dello stesso tipo, il numero dispari è di prammatica, per non pensare che li appaiamo come fossero calzini! Anche gli omaggi “verdi” seguono le mode, ritornano in voga escono di scena nel giro di una stagione. Alcuni fiori poi, come l’anthurium, il girasole o l’agapanto, vanno dosati: mai più di tre, magari legati insieme a una canna di bambù.

Ma dobbiamo prestare attenzione anche al colore? I colori dei fiori parlano un antico linguaggio: il rosso, soprattutto se associato alle rose, significa passione, quindi mai rose rosse a una signora che non è la moglie o l’amata; il bianco purezza, fedeltà e bontà; le gamme dal rosa al lilla, dolcezza e ricordo; il blu e l'azzurro esprimono amicizia e tenerezza, ma attenzione le rose blu sono un falso, che piace a pochi; il giallo, che una volta era il colore della gelosia, oggi vuol dire allegria, vivacità, come l'effetto multicolore, che si addice solo ai fiori di campo, alle fresie, alle roselline. La corbeille di fiori tutti bianchi è l’ideale per una sposa ed è il «regalo minimo» per chi, pur essendo stato invitato, non partecipa al rinfresco, mentre per una comunicanda o cresimanda è più adatto un mazzo di fiori di campo o di roselline multicolori. Non a tutti piacciono le orchidee, fiori dalla forte connotazione sessuale, che comunque vanno sempre regalate da sole; più che la grossa Cattleya violetta, troppo comune, sceglieremo quelle piccole portate da un lungo ramo, e magari gialle, insolite e raffinate. Un altro fiore che non incontra i gusti più tradizionali è l’heliconia, con la sua cresta da uccello tropicale. Piacerà ai più moderni e trasgressivi, ma va sempre regalato da solo, come da solo va posto nel vaso, come una scultura. Per non rischiare nessun errore, regaliamo rose: ci sono varietà e colori per tutti i gusti e le occasioni. Le meno eleganti sono quelle dal gambo lunghissimo: meglio un bouquet corto fitto di corolle, magari scelte tra le varietà antiche.

Si possono regalare i fiori agli uomini? Il nuovo galateo ha ormai superato il divieto di regalare fiori o piante fiorite a un uomo. Basta evitare le rose rosse, i gigli bianchi e le violette; via libera a una pianta fiorita, o una succulenta, o una composizione su misura con fiori particolari, ad esempio i suoi preferiti o quelli legati a un ricordo comune, presentati con un packaging “maschile”, cioè senza un eccesso di fiocchi, nastri, carte crespate o traforate e decorazioni varie, che, a mio avviso, sono anche poco chic anche per i mazzi “al femminile”.

Ma c’è spazio per il fai-da-te in questo campo? Se siamo i fortunati possessori di un giardino o di un terrazzo, possiamo regalare i nostri fiori, che hanno ancora il profumo di una volta e durano di più; ma anche chi ha solo qualche vaso sul balcone, può comporre deliziosi bouquet di erbe odorose utili in cucina. Saranno graditissimi, perché insieme a loro regaliamo anche qualcosa di più prezioso: il nostro tempo, la nostra pazienza, la nostra fatica.

E il biglietto? Il biglietto che accompagna un omaggio floreale deve essere sempre scritto a mano, quindi se li ordiniamo per telefono o tramite Interflora, vi faremo scrivere solo il nostro nome; in tutti gli altri casi, scriviamo poche parole e rifuggiamo dagli afflati poetici. Non temiamo la semplicità di frasi come: «Auguri», «Buon Natale», «Ti voglio bene», «Scusami».

Il linguaggio dei fiori può farci cogliere fino in fondo le possibilità interpretative che un fiore può offrire, ogni fiore racchiude un significato particolare. Barbara conosce il significato di tutti i fiori, e di ognuno ti racconta storia e curiosità.

Un ultimo consiglio? Ricordatevi che i fiori addomesticano l’uomo.

Redazione

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