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ATTUALITÀ | mercoledì 16 marzo 2016, 12:12

I 'parmureli' del ponente ligure tornano dal Papa: ma quest'anno ci saranno anche i 'nostri' ramoscelli d'ulivo

Verranno portati domenica a Roma circa 15 metri cubi di ramoscelli d’ulivo e 2.300 ‘parmureli’ di cui 230 di grosse dimensioni tra cui quello realizzato appositamente per Papa Francesco, alto ben 2 metri, formata in onore del Santo Padre da Sandra Errico, insieme ad Angelo Boeri e la loro figlia Valentina, oltre al resto della famiglia.

Anche quest’anno si rinnova l’iniziativa relativa alla tradizione di ‘Capitan Bresca’, per fornire i famosi ‘parmureli’ della nostra riviera di ponente, per la celebrazione eucaristica di domenica prossima, in Vaticano.

Una tradizione che era stata dimenticata, ma poi ripresa nel 2003 dal consorzio ‘Il Cammino’, che aveva predisposto l’addobbo floreale durante numerose celebrazioni papali in Vaticano. E’ stata ripresa la tradizione con Giovanni Paolo II fino al 2005, quando venne eletto Papa Ratzinger, per poi andare avanti anche con Papa Francesco. 

Fino all’anno scorso i rami d’ulivo erano forniti dalla Regione Puglia e, invece, da quest’anno oltre ai ‘parmureli’, anche i ramoscelli arriveranno dalla Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, che ha coinvolto i vari soggetti interessati, tra cui il Comune matuziano e l’associazione ‘Città dell’Olio’, rappresentata a livello nazionale da Enrico Lupi e, a livello provinciale, da Gianni Spinelli.

Domenica prossima, alla celebrazione eucaristica, saranno presenti i 12 seminaristi di Ventimiglia, accompagnati da Don Ferruccio Bortolotto: “E’ una valorizzazione delle nostre tradizioni storiche – ha detto il Vescovo Tonino Suetta - delle produzioni locali come le palme e gli ulivi e sul piano ecclesiale, la forte unione con la Chiesa di Roma ed il Santo Padre. Una tradizione che viene coordinata con attenzione dalla cooperativa sociale ‘Il Cammino’, un valore aggiunto per la nostra presenza di domenica”.

Il presidente Enrico Lupi ha espresso soddisfazione per la collaborazione: “Abbiamo aderito con grande entusiasmo a questa iniziativa – ha detto Enrico Lupi – con la nostra associazione che rappresenta centinaia di operatori in Italia di cui 40 nella nostra regione. La massima espressione del ramoscello d’ulivo, con la sua consacrazione in Vaticano. E’ un grande orgoglio, per noi, essere portatori del ramoscello d’ulivo, anche come ‘patria’ della ‘Città del’Olio’.” Gli ha fatto eco il presidente provinciale Gianni Spinelli: “Un enorme grazie ai sindaci che hanno partecipato con grande entusiasmo a questa iniziativa ed un grazie al Vescovo Suetta, per l’opportunità che ci viene data. E’ un onore essere presenti con i nostri ramoscelli dinnanzi al Papa”.

L’Assessore Anna Maria Asseretto ha confermato la volontà del comune matuziano di portare avanti la tradizione: “Come Comune di Sanremo – ha detto – quando si parla di eccellenze del territorio vogliamo sempre essere presenti. L’anno scorso abbiamo assegnato la ‘De.Co’ ai ‘parmureli’ e siamo presenti anche quest’anno per confermare la tradizione per raccontare la nostra storia”:

Il Sindaco di Andora, Mauro Demichelis, ha così commentato: “Abbiamo accettato con entusiasmo di partecipare all’iniziativa, visto che l’ulivo è un orgoglio del nostro territorio, per cementare l’unione dei nostri produttori. E’ stato anche un modo per confermare tra noi quanto siano importanti questi valori tradizionali, legati a quelli della famiglia”.

Verranno portati domenica a Roma circa 15 metri cubi di ramoscelli d’ulivo e 2.300 ‘parmureli’ di cui 230 di grosse dimensioni tra cui quello realizzato appositamente per Papa Francesco, alto ben 2 metri, formata in onore del Santo Padre da Sandra Errico, insieme ad Angelo Boeri e la loro figlia Valentina, oltre al resto della famiglia. Il tutto per circa 2 mesi di lavoro di ‘intreccio’, anche se il lavoro vero comincia già da luglio. Moltissimi anche i ‘parmureli’ che vengono prodotti per altre Diocesi, che richiedono espressamente gli stessi che vengono inviati in Vaticano. ‘Parmureli’ unici nel loro genere, perché dopo l’intreccio non vengono ‘pinzati’ ma semplicemente legati.

Carlo Alessi

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