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ATTUALITÀ | domenica 06 marzo 2016, 10:51

Diano San Pietro: intitolata una via della frazione Roncagli alle '21 Donne della Costituente' (foto)

Molti gli interventi, il Sindaco Claudio Mucilli, il Prefetto, Dott.ssa Silvana Tizzano, l'Assessore Nives Bonavera, Alfonsina Sibilla dell’Istituto Storico della Resistenza e l'On. Giovanni Rainisio, Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia

Sabato 5 marzo 2016 alle ore 15 nel Comune di Diano San Pietro è stata intitolata una via della Frazione Roncagli alle '21 Donne della Costituente'.

Molti gli interventi, il Sindaco Claudio Mucilli, il Prefetto, Dott.ssa Silvana Tizzano, l'Assessore Nives Bonavera, Alfonsina Sibilla dell’Istituto Storico della Resistenza e l'On. Giovanni Rainisio, Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia.

Alla cerimonia è intervenuta la giornalista e scrittrice Donatella Alfonso che ha posto l'accento su come da quel lontano Giugno del 1946 sia iniziato il lungo e ancora incompiuto cammino delle donne italiane per i diritti, l’emancipazione sociale e la parità.

E' stato l'inizio di ciò che molti hanno definito la grande rivoluzione pacifica e moderna del nostro paese: "la rivoluzione delle donne”, una rivoluzione che cambiando la coscienza femminile ha cambiato il volto del nostro paese, gli stili di vita, le leggi, una rivoluzione lunga che non ha ancora rimosso completamente gli ostacoli alla piena realizzazione della parità nella società e nella politica, nonostante le donne di oggi siano ricche di talento e di forza.

Quelle 21 donne che nel 1946 furono elette nell’Assemblea Costituente diedero finalmente voce e rappresentanza alle donne italiane che avevano sofferto con i loro compagni la guerra, la dittatura del fascismo, l’occupazione tedesca.

Alla Costituente le elette formano una pattuglia variegata ma compatta e riuscirono a realizzare una collaborazione trasversale e moderna per l´affermazione, nella Carta, dei principi basilari di parità con un testo ispirato all´uguaglianza giuridica di tutti i cittadini, «senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali».

Alle "madri" della Costituzione va riconosciuto il merito di aver contribuito in modo decisivo a scardinare la struttura patriarcale della famiglia, con il riconoscimento di pari doveri e pari diritti ai coniugi, primo fra tutti quello di educare i figli e, nei decenni successivi, reso possibili tante conquiste di parità e di civiltà.

Solo due terminarono con la Costituente la loro vita politica nazionale: Mattei e Penna Buscemi.

Teresa Mattei nacque a Genova nel 1921 da una famiglia antifascista, staffetta partigiana, trascorse la sua vita impegnandosi nella lotta per i diritti delle donne e dei bambini, fu lei a suggerire ai dirigenti del Partito la mimosa come simbolo dell'8 marzo, Giornata Internazionale della Donna.

Alcune continuarono solo nella prima legislatura, alla Camera Agamben, Bianchi, Bianchini, Guidi, Nicotra, al Senato Montagnana. Fecero due legislature alla Camera Delli Castelli, Gallico, Noce, Pollastrini. Arrivarono a tre De Unterrichter, Gotelli, Rossi, mentre Bei passò dal Senato alla Camera dove rimase per due legislature, Merlin fu al Senato nelle prime due legislature, passando alla Camera nella terza. Conci e Titomanlio arrivarono a quattro presenze alla Camera, Minella dopo due legislature alla Camera passò nella terza e nella quarta al Senato. Una carriera eccezionale fu quella di Nilde Iotti, eletta in tutte le prime 13 legislature, cioè fino al 1999, quando si dimise dal suo incarico, dopo avere ricoperto la carica di presidente della Camera, dal 1979 al 1992. Poche terminarono la carriera politica impegnandosi in esperienze locali, come sindaci o vicesindaci: Bianchi, Delli Castelli, Guidi, Rossi. Alcune costituenti erano ancora politicamente attive dopo il 2000 e impegnate nelle celebrazioni per i sessant’anni della Costituente: Gallico, deceduta nel 2006, Delli Castelli nel 2010 e Mattei, ultima sopravvissuta, nel 2013.

Questi diritti e queste conquiste sono minacciate dal preoccupante e crescente rigurgito della violenza maschile sulle donne contro cui è necessario prendere una posizione ferma e risoluta.

E' compito di tutte le donne che vivono il presente rendere possibile quello che è stato il disegno lucido, realistico e soprattutto giusto, nato dall'impegno delle 21 donne che hanno scritto la Costituzione, quanto stabilito nel testo deve diventare un precetto morale da rispettare affinché si possa vivere in democrazia ed in libertà.

Gloria Crivelli

Redazione

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