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ATTUALITÀ | lunedì 22 febbraio 2016, 08:39

Debellare la Processionaria, pericolosa per i nostri alberi: la proposta della FederCaccia provinciale alla Regione Liguria

"Per avere una omogeneità di intenti, metodi, spese e logistica, sarebbe auspicabile che il Governo Regionale fosse promotore di una specifica legge in materia. Ringraziamo tutti i cacciatori che in questi giorni si sono resi disponibili ed hanno collaborato per contrastare questo flagello”.

La FederCaccia della provincia di Imperia ha proposto una collaborazione per la lotta alla Processionaria, l’insetto Lepidottero defogliatore (Thaumatopoea pityocampa) che causa imponenti disseccamenti a carico principalmente del Pino nero (Pinus nigra), del Pino silvestre, del Pino marittimo, del Cedro, di alcune Querce a foglia caudica ed occasionalmente attacca Noccioli, Castagni, Faggi e Larici.

Allo stato attuale è vigente solo il Decreto Ministeriale del 17 aprile del 1998 che impone la lotta obbligatoria alla Processionaria del Pino. Quale è il pericolo per le persone: la presenza di questo insetto è pericolosa, in particolare per l’uomo. Il corpo delle larve è ricoperto da una folta peluria costituita da peli urticanti che provocano irritazioni cutanee fastidiose e in casi più rari irritazioni oculari e alle vie respiratorie. Nel corso dell’autunno, le larve formano nei rami più alti esposti principalmente a Sud, dei nidi sericei dove si rintanano per riparasi dal freddo. Alla fine dell’inverno iniziano ad uscire dai nidi e abbandonano la pianta ospite muovendosi in processione nelle aree circostanti.

“Premesso che non crediamo allo stato attuale – evidenziano gli esponenti di FederCaccia - a metodi che possano debellare il problema. L’obiettivo che si ci deve proporre è quello reale di contenere la diffusione del parassita e di conseguenza l’azione dannosa che lascia sul territorio”.

La tipologia di lotta che possa essere la più dannosa per il parassita, senza creare pericoli a terzi e per l’ambiente stesso è senza dubbio la distruzione del nido nei periodi invernali, ovvero in quel periodo in cui il parassita, per difendersi dal freddo, si rintana nel suo nido unitamente a centinaia di esemplari. Come raggiungere i nidi costruiti sui rami più alti dei pini ad altezze che possono raggiungere anche i 20 metri? Solo l’azione della balistica può raggiungere detti rami, altrimenti irraggiungibili e quindi essere di grande aiuto a risolvere in modo risolutorio tale problema. Questo sistema consiste nella rottura dei nidi attraverso l’esplosione di una cartuccia (cfr. balistica) con l’utilizzo di arma da fuoco. Raggiunto lo scopo della rottura del nido, le larve sono immediatamente esposte alle basse temperature che sono letali alle stesse. Il freddo provoca nella popolazione all’interno del nido, l’ insorgenza d’infezioni virali.

Il fucile da caccia ad anima liscia, del tipo semiauto, doppietta, mono canna o sovrapposto, “il lungo braccio” per un intervento mirato alla sicura disinfestazione del nido della processionaria. La struttura tecnico-balistica di queste armi, consentono al munizionamento di raggiungere altezze di oltre 30 m nella massima sicurezza per l’operatore. Il munizionamento deve essere composto da pallini del n° 8/10 fino ad altezze di 10 metri e del n° 5/7 per altezze superiori. Non riteniamo che un inquinamento da piombo (saturnismo) possa interessare questa problematica. Comunque questo studio per altri motivi utilizza munizionamento di origine diversa dal piombo che non ha nessuna tipologia di impatto con l’ambiente mentre ha gli stessi effetti balistici del munizionamento il piombo.

Un impegno con questo numero di armi e persone, può essere assolto solo dalle associazioni venatorie. “Da sempre – evidenzia FederCaccia - le Associazioni Venatorie manifestano la volontà di salvaguardare l’ambiente. Per questi motivi le stesse Associazioni hanno costituito, da anni, specifici organizzazioni al loro interno che, oltre a fungere da guardia caccia volontari, avendo ottenuto dal Prefetto di competenza i relativi decreti, fungono anche da ‘guardiani’ del territorio e comunque li abbiamo visti effettivamente impegnati a tali scopi”. Le Associazioni sono formate da grandi numeri di cacciatori organizzati sotto ogni profilo. Le stesse Associazioni raggiungono i loro Associati anche con giornali specifici, in più queste rilasciano ai loro associati le tessere assicurative annuali contro eventuali danni a terzi o a se stessi per l’utilizzo dell’arma. Risulta, quindi, evidente la grande importanza delle Associazioni.

La Polizia Provinciale, quella Comunale, la Forestale ed i Guardia caccia volontari possono attuare il dovuto controllo durante le campagne di abbattimento. Naturalmente uno specifico regolamento di attuazione per la sicurezza dovrà essere redatto, come, per esempio, l’individuazione di giornate specifiche per la lotta con divieti di accesso ai civili non autorizzati, la fornitura di maschere etc.

“Poichè la lotta è collocata in un preciso periodo, che è individuabile tra fine novembre e fine febbraio – termina FederCaccia - e quindi anche durante il periodo di caccia chiusa e in luoghi vietati, necessita che gli Uffici addetti delle Amministrazioni Provinciali rilasciano specifica autorizzazione con data, luogo e numero dei partecipanti. Saranno i progetti specifici delle Comunità Montane, dei Comuni associati anche tra loro e dei Parchi che prevederanno dei costi per la fornitura ai ‘cacciatori’ di semplici attrezzature, di munizionamento e di quanto altro è prevedibile. E’ verosimile ritenere che ogni albero trattato possa avere un costo di 5/8 euro. Naturalmente per i terreni privati il costo sarebbe ipotizzabile renderlo a carico del proprietario. Per avere una omogeneità di intenti, metodi, spese e logistica, sarebbe auspicabile che il Governo Regionale fosse promotore di una specifica legge in materia. Ringraziamo tutti i cacciatori che in questi giorni si sono resi disponibili ed hanno collaborato per contrastare questo flagello”.

Carlo Alessi

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