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ATTUALITÀ | mercoledì 24 febbraio 2016, 12:11

Da Badalucco a Dubai per insegnare che cos'è l'olio di qualità: a lezione con Paolo Boeri per Eataly

Lui è un 24enne con radici più che solide nel settore, essendo il figlio di Franco Boeri ‘Roi’, insomma un nome, una garanzia. Questo giovane che oggi si occupa dell’azienda di famiglia era a Dubai come esperto del settore. Paolo Boeri si è occupato di due corsi per conto di Eataly Arabia, ma con un unico filo conduttore, l’olio.

A destra Paolo Boeri in un selfie con la sua classe

In questi giorni Dubai ha potuto assaggiare un po’ di olio made in Valle Argentina grazie ad una lezione unica. Un’opportunità ed un’esperienza vissuta da un giovanissimo imprenditore, Paolo Boeri di Badalucco. Lui è un 24enne con radici più che solide nel settore, essendo il figlio di Franco Boeri ‘Roi’, insomma un nome, una garanzia. 

Questo giovane che oggi si occupa dell’azienda di famiglia era a Dubai come esperto del settore. Paolo Boeri si è occupato di due corsi per conto di Eataly Arabia, ma con un unico filo conduttore, l’olio.

“Ho portato un po’ di valle Argentina a Dubai - dice simpaticamente Paolo Boeri che poi entrando nel dettaglio spiega - Ho tenuto due corsi. Il primo era per tutto il personale del punto vendita Eataly a Dubai. Loro avevano bisogno di sapere tutto sull’olio, perché è qualcosa di particolare e nuovo. Non conoscono i metodi produzione, il territorio, ciò che caratterizza l’olio extravergine d’oliva, compreso l’assaggio. Con loro abbiamo parlato in generale di oliva taggiasca e come focus su olio ed olio Roi. Non erano abituati a bersi un bicchierino di olio, per conoscere i diversi gusti o i metodi di produzione”.  

Oggi Roi è a Dubai con prodotti di alta qualità, in particolare per l’olio extravergine d’oliva viene esportato il Cru Gaaci, il Monocultivar Taggiasca, entrambi 100% oliva Taggiasca ed il Foto, un olio 100% Italiano. Oltre a questi non mancano le olive taggiasche, la polpoliva Taggiasca (crema d’olive) e il pesto Ligure. A Dubai non c’è la cultura dell’olio perché non c’è dietro una forte tradizione culinaria o la dieta mediterranea. Un concetto che Boeri interpreta così: “Sanno cos’è l’olio perché lo vedono nelle bottiglie ma non fa parte della loro cultura. Senza contare che a Dubai la maggior parte degli abitanti arrivano da tutto il mondo e quindi c’è un melting pot di culture”.

Olio Roi è a Dubai da circa 20 anni e sono cambiate molte cose da quando è iniziato tutto questo: “Mio padre è arrivato qui che c’erano tre grattacieli. La città che c’è oggi non esisteva. E’ un mercato che è cambiato molto. Si è creata la classe media, quindi più un mercato da prezzo che di qualità. Prima non capivano la qualità ma la esigevano ora la maggior parte continua a non capire la qualità ma guardano al denaro, stando più attenti a come lo spendono”

Il secondo corso guidato da Paolo Boeri è stato più interessante. Ad ascoltarlo in questo caso c’erano 22 food blogger di Dubai che hanno pagato per assistere ad una lezione sull’uso pratico dell’olio. “Erano molto interessati alla produzione ma anche a come si abbina in cucina. Infatti grazie ad Annalisa Miccichè gli abbiamo proposto un condiglione ed una panzanella. Volevano anche a conoscere la differenza tra extravergine ed olio d’oliva ma soprattutto hanno detto di voler venire a vedere come si fa l’olio a Badalucco”. 

L’attività di Paolo Boeri era finalizzata ad un obiettivo ben preciso: “Il problema è sempre lo storytelling. - sottolinea - Se uno vende il mio prodotto e questo esce al doppio del prezzo dell’altro, chi lo vende deve saper raccontare al cliente il perché di questa differenza di prezzo. Deve farglielo provare in modo che possa capire perché ha un gusto ed un piacere di utilizzo diverso. Se nessuno lo fa quest’olio verrà solo percepito come caro e non giustificato”.

Forse il mondo che gravita intorno a Dubai non verrà in valle Argentina ma grazie a Paolo Boeri c’è un po’ di questa vallata nella metropoli. Perché da Eataly c’è l’Olio di Roi di Badalucco, ma chiunque passerà da lì potrà vedere anche un filmato che racconta la storia di questa famiglia, delle difficoltà del terreno e di quanta fatica ci voglia per arrivare ad un prodotto simbolo della cucina italiana e della Valle Argentina.

 

Stefano Michero

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