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ATTUALITÀ | lunedì 11 gennaio 2016, 10:48

Bordighera: incontro di inizio d’anno del FAI presso la Chiesa di Sant’Ampelio e sua speciale spiegazione dopo il restauro

Sant’Ampelio, patrono di Bordighera, secondo la leggenda era un anacoreta che approdò qui nel V secolo portando in dono i semi delle palme da dattero.


Sabato 9 gennaio si è svolto a Bordighera l’incontro di inizio d’anno del FAI della provincia d’Imperia, per l’occasione è stata organizzata una visita guidata della “giubilare” Chiesa di Sant’Ampelio ancor più bella ed interessante a seguito del recente restauro.

Dopo i saluti del Presidente regionale, Arch. Roberta Cento Croce, che ha sottolineato come questi momenti di cultura e conoscenza arricchiscano tutte le persone, le guide d’eccezione, l’archeologa Daniela Gandolfi e gli architetti Aldo Panetta e Alessandro Liotta, hanno illustrato i sorprendenti ritrovamenti avvenuti nel corso del restauro della Chiesa. Con la collocazione storico-artistica di questo importantissimo edificio storico hanno guidato i visitatori alla scoperta della Chiesa e della suggestiva cripta parlando delle scelte progettuali che ne permetteranno la piena fruizione.

La Chiesa di Sant’Ampelio è una piccola chiesa costruita sugli scogli, come una sentinella che sorveglia l’ingresso della città da levante. Sant’Ampelio, patrono di Bordighera, secondo la leggenda era un anacoreta che approdò qui nel V secolo dal deserto della Tebaide, portando in dono i semi delle prime palme da dattero.

La chiesa in stile romanico risale al XI secolo venne modificata nel XV e XVII secolo e restaurata nel 1884.

La facciata e il campanile sono moderni, nell’abside sono collocati la statua del santo del XVII secolo, l’altare, un blocco unico di 2300 kg di pietra della Turbie, recante il disegno della foglia di palma come una sedia e il tabernacolo in fusione in bronzo.

La cripta a due absidi , dotata di ferritorie basse e inclinate, conserva un blocco squadrato di pietra della Turbie, che secondo la leggenda sarebbe stata il povero e scomodissimo “letto del santo” dove Ampelio si addormentò nel 428. Nel 1140 la Repubblica di Genova, per punire gli abitanti colpevoli di un’insurrezione, trasferì le reliquie del santo nella vicina Sanremo e poi nel 1258 a Genova, nell’abbazia di Santo Stefano dove Ampelio – sempre secondo la leggenda – fabbro di mestiere, divenne protettore dei fabbri ferrai. Nel 1947 l’Arcivescovo di Genova Siri restituì le ossa del santo a Bordighera

Ampelio tornò il 16 agosto così come era arrivato dal mare e fu portato in processione fino alla Chiesa della Maddalena dove riposa. Bordighera ha la fortuna di avere un suo patrono che non condivide con altri luoghi, i festeggiamenti hanno luogo il 14 maggio.

C.S.

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