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ATTUALITÀ | venerdì 26 febbraio 2016, 16:02

Bordighera: il peschereccio ‘Dea Simona’, un precedente sul caso ‘Mina: “Situazione più critica di quello che sembra”

I confini tracciati in base alle coordinate ufficiali presentano un'immagine ben più grave di quanto emerso fino ad oggi.

La questione viene sminuita ma è molto più grave di quello che appare. La cartina dei confini che circola sui giornali è fuorviante, non rappresenta la realtà dei fatti” è la denuncia di Francesco, pescatore professionista di Bordighera che sventola una carta geografica con i confini tracciati in base alle coordinate ufficiali. Francesco due anni fa il 20 dicembre non ha subito il sequestro del natante ma ha vissuto la questione della territorialità al pari del peschereccio ‘Mina’.

Mi trovavo a pescare nella stessa zona – racconta il pescatore – ed ero consapevole della presenza delle vedette che si alternavano nella zona a tutela dei confini. Io li avevo visti ma ero tranquillo perché sapevo di trovarmi all’interno degli spazi italiani tanto più che, in base alla tipologia di pesca ‘a strascico’, la rete era ancora un miglio verso le acque interne quindi ero certo di non essere in errore. Dopo poco una vedetta si è avvicinata alla mia imbarcazione e passata una mezz’ora si è allontanata”.

Una situazione che rientra nella quotidianità se non fosse che dopo circa un mese Francesco si è visto recapitare a casa la denuncia e il verbale inoltrati per il tramite della Capitaneria di Porto. 2 mila euro di multa amministrativa più un processo penale che si è concluso con la permuta in pena pecuniaria per altri 2 mila euro: “Questi li devo ancora pagare e non so come – continua amareggiato – la cosa più grave però è la decurtazione di 7 punti sulla licenza di pesca. Mi hanno tolto il 10% del valore della mia barca perché senza licenza non vale niente. Inoltre se io adesso dovessi commettere anche una minima infrazione, come una lampadina bruciata, la nostra cooperativa viene sospesa dalle sovvenzioni europee per 5 anni”.

La rabbia dei pescatori della zona è tanta e puntano il dito accusando in particolare un impianto normativo nazionale che mette in ginocchio il settore, da un lato imponendo sempre più limiti e dall’altro non promuovendo un rilancio mirato di questa particolare economia che funge da traino per diversi altri settori. Sono riconoscenti invece al Contrammiraglio Giovanni Pettorino che si è sempre esposto per tutelare la categoria.

Abbiamo provato a fare ricorso ma non c’è stato niente da fare – conclude Francesco - Alla luce dei fatti del ‘Mina’ ora anche noi ‘moralmente’ sappiamo di non aver sconfinato però non possiamo dimostrarlo. La gravità è quello che si sta permettendo. A Ventimiglia il mare se lo sono preso tutto e davanti a Bordighera non abbiamo 45 miglia, rispetto le circa 90 che ci separano dalla Corsica, ma ne abbiamo 12 poi ci si trova già in Francia e tutto questo per avere in cambio cosa? E’ incredibile”. 

Lorenzo Ballestra

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