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AL DIRETTORE | mercoledì 17 febbraio 2016, 08:39

Si sono spente sabato scorso le luci sul Festival di Sanremo: il pensiero del nostro lettore Pierluigi Casalino

Lo ricorderemo per la musica, per il consueto messaggio di romanticismo, non di rado profetico, che sa esprimere Sanremo nel lucido tepore delle notti d'inverno in riviera.

Si sono finalmente spente le luci sul Festival 2016 e già sappiamo che anche l'edizione del 2017 sarà condotta da Carlo Conti, ‘ragioniere’ e ‘deus ex machina’ degli eventi Rai.

Un motivo dunque per ricordare la manifestazione canora di quest'anno, che ha visto il ‘Carlo nazionale’ ricordare e lodare, sera dopo sera, l'impegno difensivo delle forze dell'ordine a tutela della sicurezza Festival e della sua corte. Ma non è per questo, in fondo, che ci ricorderemo di Sanremo 2016; e nemmeno lo ricorderemo per il successo degli Stadio, riflessione garbata sul destino delle generazioni, e neppure ne conserveremo la memoria per l'esibizione di Elton Jhon, né per il susseguirsi sul palco dell'Ariston dei cantanti e dei loro testi , né, infine, per le apparizioni di Raffaele-Ferilli, di Garko appena miracolato dall'esplosione domestica, o della Ghenea.

Lo ricorderemo, invece, ancora una volta, per la musica, per il consueto messaggio di romanticismo, non di rado profetico, che sa esprimere Sanremo nel lucido tepore delle notti d'inverno in riviera.

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