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AL DIRETTORE | venerdì 29 gennaio 2016, 18:29

Mario Criscuolo del gruppo Facebook "No al trasferimento dei reparti di ostetricia e pediatria da Imperia a Sanremo” commenta quanto emerso dalla Conferenza dei Sindaci

"Dovremmo cercare di capire che non stiamo giocando al Monopoli, dove ci si azzanna per avere 'Parco della Vittoria' ma qua si sta giocando con la vita di mamme e bambini e noi non giochiamo su questo.”

"Caro Direttore,

leggiamo con interesse quanto emerso dalla Conferenza dei Sindaci e il comunicato dell'ASL 1 datato 28 gennaio in merito al tanto desiderato (non dai cittadini però) trasferimento dei reparti di ostetricia e pediatria da Imperia a Sanremo.

Apprendiamo che l'ASL 1 ha effettuato "un'attenta analisi del dato epidemiologico e del tasso di natalità e fecondità" fino ad un'orizzonte dell'anno 2020. Siamo contenti di questo studio, ma visto che è stato creato utilizzando soldi pubblici (e quindi pagato con i soldi di noi cittadini) saremmo ancora più contenti se questa attenta analisi fosse pubblicata, con tutti i riferimenti necessari, al fine di poter capire i metodi statistici utilizzati. Questo ovviamente per far comprendere a noi, semplici cittadini, il motivo di questa assurda decisione.

Viene inoltre dichiarato che questo è un percorso già deciso due anni fa, ma allora spiegateci perché il tutto è stato creato ad Imperia per poi essere traferito a Sanremo? Da semplici cittadini a noi sarebbe parso più logico, essendo una decisione presa due anni fa, creare tutto a Sanremo. Ma noi non siamo professori, forse per questo non riusciamo a comprenderlo.

Come, giustamente, viene evidenziato nella nota dell'ASL, occorre garantire un più adeguato livello di assistenza per le mamme e i bambini. La frase in sé è sicuramente condivisibile, il metodo per attuarlo sicuramente no. Non riusciamo a capire come sia possibile garantire un adeguato livello di assistenza togliendo il punto nascita e il reparto di pediatria da Imperia.

Chi conosce un poco la Liguria sa benissimo che, partendo da Imperia, non occorrono solo una ventina di minuti per raggiungere Sanremo, a meno che non si disponga di un elicottero o si percorra l'autostrada e l'Aurelia bis a 180 km/h, ovviamente, considerando che il punto nascite di Imperia ha un bacino di utenza che va da Albenga a Nava, potete facilmente immaginare che i tempi di percorrenza per arrivare a Sanremo siano ulteriormente, se non drasticamente, dilatati. Questo sarebbe garantire un adeguato livello di assistenza?

Apprendiamo, inoltre, che la mamma potrà scegliere se partorire nel comodo e facilmente raggiungibile ospedale di Sanremo o partorire a casa; questa ultima ipotesi sa molto di epoca medioevale, oltretutto non si è specificato con che metodologie. Del resto se tra scegliere se partorire in macchina o in casa, forse quest'ultima ipotesi pare più congeniale.

Siamo stati accusati di campanilismo, ma chi ci accusa non ha ben capito che noi ci battiamo per mantenere entrambi i punti nascita. Forse prima di accusare di campanilismo occorrerebbe vedere al proprio interno ed evitare commenti come "Sanremo non vuole essere minoritaria per questi servizi che sono importanti per tutto il territorio e per i nostri cittadini. Se Sanremo è interessante per una questione baricentrica, andiamo avanti con questa progettazione dell'Asl, se non è così allora rivediamo tutto.” Dovremmo cercare di capire che non stiamo giocando al Monopoli, dove ci si azzanna per avere 'Parco della Vittoria' ma qua si sta giocando con la vita di mamme e bambini e noi non giochiamo su questo.”        

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