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AL DIRETTORE | mercoledì 27 gennaio 2016, 11:56

Imperia: porto turistico, l'associazione titolari dei posti barca risponde alla nostra lettrice Marina Brezza

L'associazione titolare dei posti barca risponde alla nostra lettrice Marina Brezza che qualche giorno fa aveva scritto una 'lettera aperta' alla Presidente Marina Sorbo.

L'associazione titolare dei posti barca risponde alla nostra lettrice Marina Brezza che qualche giorno fa aveva scritto una 'lettera aperta' alla Presidente Marina Sorbo.

“APPI invita ufficialmente la signora Marina Brezza alla propria assemblea del 6 febbraio prossimo, ore 14,00, a Porto Maurizio – Via Verdi n. 4, per ascoltare, per dire liberamente la sua, e soprattutto, perché si possa verificare se ella esiste veramente o se – come tutto fa pensare – si tratta di un personaggio di fantasia creato dalla penna un poco astuta e un poco goffa di qualche professionista pagato da Go Imperia s.r.l., che si illude di poter influenzare il pubblico dibattito con trucchetti da avanspettacolo.”

“Il Comune di Imperia non ha regalato niente ai titolari di posto barca – prosegue la Castore - al contrario, il Comune è il principale responsabile dell'enorme danno che essi hanno subìto investendo nel porto. I titolari di posto barca acquistarono perché l'operazione si svolgeva sotto l'egida del Comune, nella legittima convinzione che quest'ultimo avrebbe garantito la regolarità e la correttezza di quanto si andava a realizzare.

Il Comune – qualcuno tende a dimenticarlo – detiene un terzo delle azioni di Porto di Imperia S.p.A.: poteva nominare componenti del Consiglio di Amministrazione della concessionaria e componenti del Collegio dei Revisori dei Conti, poteva vigilare sul suo operato e, in particolare, poteva impedire che nella realizzazione del porto venisse coinvolto il Gruppo Acquamarcia di Caltagirone Bellavista.

Se, oggi, il porto è (mal) realizzato solo per metà, Porto di Imperia S.p.A. è fallita e Acquamare s.r.l. si rivela una scatola vuota, che mai risarcirà i titolari di posto barca, è per “merito” del Comune. Devono ancora spiegarci dov'era, il Comune, quando si costruiva il castello di sabbia e poi tutto andava crollando.

La nuova Amministrazione ha tentato di rimediare – anche per salvare la Città da una pesante azione risarcitoria che pende davanti al Tribunale di Imperia - ma con i risultati, negativi, che sono sotto gli occhi di tutti. Il completamento del porto è un miraggio, una illusione ottica, perché il Comune non è evidentemente in grado di trovare le risorse necessarie (nemmeno le trova per acquistare l'azienda – porto dal Fallimento... ).

Allo stesso tempo, Go Imperia s.r.l. pretende di far firmare ai titolari di posto barca un contratto contenente una “resa totale”: loro titolarità negata e oneri spropositati, superiori a quelli che vengono richiesti dagli altri porti turistici del Ponente Ligure, che però sono completi e ben funzionanti. Un esempio semplice chiarirà come sono andate le cose.

Tizio è in società con Caio per costruire un condominio. Fidandomi di Tizio, che è un personaggio potente, compro dalla società un appartamento, quando ancora l'edificio è in costruzione. Poi i lavori si interrompono a metà e la società fallisce. Tizio non muove un dito per impedire questo ma, diventato amministratore del condominio, mi dice che io non ho alcun diritto di rimanere lì, a meno che non accetti di firmare un impegno dove si dice che l'appartamento e l'edificio è di Tizio e che le spese di condominio sono diventate il doppio del giusto. Lei, gentile signora Marina Brezza, firmerebbe? Oppure cercherebbe in tutti i modi, come oggi sta facendo APPI, di salvaguardare i propri diritti sul bene e di salvarsi dalle esose pretese di pagamento di Go Imperia s.r.l.?

Per il Consiglio Direttivo di APPI, il Consigliere Simona Castore" 

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