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AL DIRETTORE | mercoledì 06 gennaio 2016, 12:59

Cervo: 'U Bausu', un luogo e mistero acrobatico romantico-spirituale raccontato da Luigi Diego Elena

"Da bambino giocando sul Bausu coglievo qualcosa di misterioso cui dedicavo ore di svago al fine di carpirne il bandolo..."

“U Bausu, luogo e mistero acrobatico romantico-spirituale a Cervo.

Da bambino giocando sul Bausu coglievo qualcosa di misterioso cui dedicavo ore di svago al fine di carpirne il bandolo. Sì, lo intravedevo come una matassa di fili multicolore e multi direzione, come quelli che cercavano di tradurre in maglie, calze, le anziane che sedevano sulle banchette del suo perimetro. Poi scoprii Leopardi in quei suoi versi di A Silvia:

‘Sonavan le quiete
stanze, e le vie d'intorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all'opre femminili intenta
sedevi, assai contenta...’

...e tali mi risuonavano quelle voci in eco, tra la facciata della chiesa dei Corallini, le scalinate della Madonnetta, le antiche mura e l'Oratorio di Santa Caterina. Un linguaggio del volgo, ma raffinato nel suo lievitare, al punto da apparirmi come dono, come offerta.

Il Bausu si trasformava così nel gesto di una mano porgente una dimora. Un raggio che nel suo riflesso penetrava in quello spazio con sentimentale e perfino spirituale sensibilità umana. Una simbiosi luogo/persone che li coniava.

Coincidenze vertiginose vista la collocazione del Bausu a picco sul mare Nostrum. Coincidenze d'abbraccio lungo un Golfo, dove il litorale si sviluppava come un braccio avvolgente dipinto da Degas.

Il Bausu ci adottava in modo sbalorditivo, ricordandoci le meraviglie coralline barocche, le conchiglie rococò, come totem supremo e luogo d'origine, verso una espansione acrobatica oltre l'orizzonte che laggiù, filo di quella matassa di voci e cori ci legava.

Fantastico, non vi pare?

Luigi Diego Elena”.

Redazione

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