Si sono svolti questa mattina, nella chiesa di san Rocco alla Foce, i funerali del dottor Lodovico Luigi Millo, cardiologo e esponente di spicco della Resistenza locale, deceduto venerdì sera all’ospedale di Sanremo all’età di 88 anni.
Durante la lotta di Liberazione Millo ha conosciuto il carcere. Imprigionato a villa Ober fu testimone oculare ella fuga di Sergio Grignolio (detto Ghepeu) dalla prigione nazi-fascista. Mentre “Lupo rosso” (questo il nome di battaglia con il quale Italo Calvino ne “Il sentiero dei nidi di ragno” identificò Grignolio) si diede alla fuga una guardia in servizio a villa Ober mise un fucile in mano a Millo e, indicando Ghepeu, gli disse: “Tu che sai sparare bene, sparagli addosso”. Millo che di Ghepeu era amico, “mancò di proposito il bersaglio”.
Questo era uno degli episodi che il dottor Millo era solito raccontare alle persone con le quali intratteneva amabili conversazioni. Il giorno della Liberazione i partigiani occuparono la tipografia di Giacomo Gandolfi in via Roma, nella quale veniva stampato l’allora fascistissimo, L’Eco della Riviera. Molto partigiani erano intenzionati a distruggere tutti i macchinari della redazione de L’Eco ma intervenne il comandante Vittò, il quale disse: “Perché anziché distruggere queste macchine non le utilizziamo per stampare un nostro giornale?”. A quel punto venne deciso di stampare nella tipografia di Gandolfi “La voce della democrazia”, organo ufficiale del Comitato di liberazione nazionale, fino a quel momento uscito in clandestinità.
I vertici del Cln affidarono la direzione del giornale proprio a Millo, il quale si mise da subito alla ricerca di possibili giornalisti. Il primo nome che gli venne in mente fu quello di Italo Calvino; antifascista che, come lui, frequentava il liceo “Cassini” di Sanremo. In un secondo momento “La voce della democrazia” venne soppiantata, per volere di un Partito comunista che voleva essere “culturalmente egemone”, da “La nostra lotta”, giornale che divenne l’organo ufficiale del Pci di Sanremo. Alla direzione di questo giornale rimase sempre Millo. In questi due periodici mosse i primi passi Italo Calvino, scrivendo articoli come “Primo maggio vittorioso” e “Ricordo dei partigiani vivi e morti”. Chi scrive ha avuto l’onore e il piacere di lavorare con il dottor Millo a due progetti di carattere storico-culturale: il Dvd edito dalla Cgil nel 2006 avente come argomento il 25 del ’45 a Sanremo e l’articolo, “Italo Calvino nella stampa della Resistenza”, pubblicato sull’ultimo numero di “Storia e memoria”, la rivista dell’Istituto storico della Resistenza di Genova. Il dottor Millo lascia la moglie Verbena. |