CRONACA | lunedì 02 luglio 2012, 19:01
Sanremo: magazziniere in fin di vita dopo una diagnosi errata, ex medico dell'ASL imputato per lesioni
Tanti gli aspetti da accertare nel corso del processo. Oggi le prime testimonianze in aula ed a marzo si tornerà a parlare del nesso causale.
Va al pronto soccorso di Sanremo dopo una caduta e gli diagnosticano delle contusioni al costato e lo dimettono ma invece finisce pochi giorni dopo con un polmone perforato in pericolo di vita. E' quanto successo a fine 2008 ad Andrea Pavan, che nella notte a cavallo tra il 2 ed il 3 ottobre si dovette recare all'Ospedale dopo essere caduto da oltre 2 metri d'altezza.
Il forte dolore al costato rese necessarie delle lastre che vennero analizzate da Giovanni B.C. che quella notte era il medico di turno presso il Pronto Soccorso del Borea e che oggi non si trova più nell'organico dell'ASL 1 imperiese. Il dottore, che compare difeso dall'avvocato Cristian Urbini, mira a dimostrare come nonostante la diagnosi fosse sbagliata vi furono delle imprudenze da parte di Pavan, costituitosi parte civile nel processo, tutelato dall'avvocato Bruno Di Giovanni.
Al medico di fatto viene contestato il reato di lesioni personali colpose, aggravate in questo caso dallo stato di pericolo di vita derivante dal peggioramento successivo delle condizioni fisiche di Pavan. Il dottore quella notte osservando le lastre diagnosticò delle contusioni al costato guaribili con 7 giorni di prognosi e, secondo la linea difensiva, di riposo assoluto.
Un nodo importante si cela dietro questo aspetto, in quanto il giorno successivo alla diagnosi, Pavan si recò al lavoro, nella sua funzione di magazziniere. Il medico del pronto soccorso comunque prima di congedarsi dal paziente sembra che gli disse di tornare il mattino seguente per ritirare il referto, analizzato dal radiologo. Proprio quest'ultimo dalle lastre stabilì che quelle viste da Giovanni B.C. non erano semplici contusioni ma fratture semplici. Il mancato riposo e l'attività lavorativa hanno aggravato la situazione generando delle fratture scomposte, con conseguente pneumotorace.
A quel punto, ormai in pericolo di vita, Pavan venne ricoverato d'urgenza all'Ospedale di Imperia dove venne operato e si salvò. Il processo ruota intorno ad alcuni aspetti chiave, a partire dalla procedura attuata quella notte dal medico del pronto soccorso che non chiamò il radiologo di turno. Un'attività conforme, confermata peraltro oggi in aula, dai due medici di radiologia che tra il 2 ed il 3 ottobre erano reperibili per il turno notturno. Come spiegato dai testimoni, i radiologi di turno vengono interpellati solo quando si ravvisa una situazione sufficientemente grave da richiedere anche l'intervento d'urgenza. Inoltre, secondo quanto precisato sembra che dalla situazione emersa dalle lastre lo sbaglio fosse semplice da commettere, se non si è specializzati in radiologia.
Nel corso delle prossime udienze verranno ascoltati diversi testimoni e sicuramente molto spazio sarà dato all'aspetto del nesso causale tra la diagnosi, le ferite ed il mancato rispetto di quanto chiesto dal medico del pronto soccorso. Il caso tornerà nuovamente in aula il 4 marzo 2013 secondo quanto disposto stamani dal giudice Lorenzo Purpura.









Stefano Michero