• Risultato finale

    Sciarborasca
    Golfodianese

    1 - 1

 / CRONACA

Che tempo fa

Cerca nel web

CRONACA | mercoledì 22 febbraio 2012, 13:33

Casa di riposo degli orrori: terminati gli interrogatori per Cristina Ciobanu ed Assunta Mecca

Condividi |  

Cristina Ciobanu si è detta pentita per quanto fatto, ammettendo gli episodi in lacrime mentre le venivano mostrati i filmati girati dalla Guardia di Finanza.

Assunta Mecca in primo piano e dietro Cristina Ciobanu

Sono uscite poco fa dal tribunale di Sanremo Cristina Ciobanu, ed Assunta Mecca, arrestate insieme ad altri operatori della casa di riposo 'Borea' di Sanremo. Le due stamani sono state interrogate a lungo dal Pm Maria Paola Marrali. La prima ad essere sentita è stata Cristina Ciobanu, 38 anni e dipendente della cooperativa Airone. Secondo le indiscrezioni trapelate, avrebbe ammesso i 10 episodi a lei contestati dicendosi comunque pentita per l'accaduto. L'interrogatorio è durato circa due ore, durante le quali sarebbero state nuovamente mostrate le terribili riprese fatte dalla guardia di finanza all'interno della casa di riposo. Nelle riprese video sono ben chiari i maltrattamenti che venivano inflitti agli ospiti della residenza protetta.

Ecco il filmato mostrato ai media:


Strettamente riservato il contenuto delle risposte date dalla Ciobanu accompagnata dal suo legale l'avvocato Fabrizio Spigarelli del foro di Sanremo. L'interrogatorio era stato richiesto proprio dalla difesa per chiarire la posizione della propria assistita ed il suo sincero pentimento. Tanto che il legale non esclude la possibilità di richiedere in un prossimo futuro delle misure restrittive diverse da quelle del carcere. Diversa invece la posizione di Assunta Mecca, difesa da un avvocato del foro di Milano, chiamata per l'interrogatorio dal PM. La difesa comunque non si è voluta sbilanciare né sui toni né ovviamente sul contenuto delle risposte fornite agli inquirenti anche se implicitamente è stato confermato che sono state delle risposte.

Rimane ancora un mistero che cosa abbia spinto gli infermieri ed i dipendenti arrestati, appartenenti sia alla fondazione Borea piuttosto che alla Cooperativa Airone, ad agire in tal senso e con tale violenza nei confronti degli anziani che avrebbero dovuto accudire. Sembra comunque, rimanendo sempre nel campo delle indiscrezioni, che le persone fino ad ora sentite stiano mantenendo una versione comune contro chi dava loro gli ordini, questi ultimi sarebbero stati ben consapevoli di quanto accadeva tra quelle pareti della casa di riposo. Violenza quindi tollerata? Potrebbe essere anche se rimane da comprendere il perchè fosse necessario ricorrere a questo sistema, che come è stato mostrato ai media, in alcuni casi era totalmente 'gratuito' e non scaturito da una reazione.

Lo scandalo più grosso, quello che sancì la fine della casa di riposo intesa in quanto tale, scoppiò all'alba del 18 gennaio con l'esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in quella che venne ribattezzata Operazione Acheronte.  Finirono in manette: Elzbieta Ribakowska e Cristina Ciobanu, di 51 e 37 anni, polacca e romena residenti a Sanremo, Assunta Mecca 52enne di Taggia, Rosalba Nasi, l'unica ai domiciliari, moglie del senatore Gabriele Boscetto ed ex direttrice della struttura, Ihor Telpov, Silvano Fagian e Daniele Antonio Raschellà. 

Una 'malagestione' all'interno della casa di riposo in base ai dipendenti arrestati, che quindi, potrebbe portare anche ad un aggravarsi della posizione di Rosalba Nasi, indicata come persona a conoscenza dei fatti. Durante l'interrogatorio di stamani, ovviamente, ci sono stati anche altri argomenti di estrema rilevanza su quanto ruota intorno alla casa di riposo commissariata. E' così che Cristina Ciobanu avrebbe dovuto fornire anche qualche chiarimento ulteriore sulle due indagini parallele sviluppatesi da questo filone dei maltrattamenti: le due morti sospette di due ospiti della casa di riposo e gli abusi sessuali ai danni degli anziani, emersi a seguito dell'arresto di Antonio Arias Ponce, 32enne di Sanremo, immigrato dal Perù diversi anni fa.

Stefano Michero

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Link Utili|Scrivi al Direttore