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| giovedì 12 ottobre 2017, 18:37

Ventimiglia: la tassa di soggiorno non convince il consigliere Ballestra “Ha senso nelle grandi città dove il turismo è impattante, qui no”

“Se i comuni hanno bisogno di far cassa - continua - allora comprendo la scelta, ma sinceramente non capisco l’introduzione di questa tassa in città in cui il turismo non è impattante come altrove, pensiamo solo a Venezia o Roma."

“Qua si tratta semplicemente di una questione di buon senso. Occorre valutare se i turisti sono una risorsa o un peso. Se si pensa che creino disagio, allora è giusto inserire una tassa.” A dirlo è il consigliere d’opposizione del Comune di Ventimiglia, Giovanni Ballestra che non si è mostrato affatto favorevole all’idea dell’Amministrazione di introdurre la tassa di soggiorno, già a partire dai primi mesi del 2018. Una scelta, a detta del consigliere di minoranza, che ha senso nelle grandi città, ma che lascia il tempo che trova in comune più piccoli come Ventimiglia o come quelli dell'intero comprensorio.

“Se i comuni hanno bisogno di far cassa - continua - allora comprendo la scelta, ma sinceramente non capisco l’introduzione di questa tassa in città in cui il turismo non è impattante come altrove, pensiamo solo a Venezia o Roma. La comprenderei anche in un altro caso, laddove questa potesse consentire ad esempio una riduzione della Tari, o delle agevolazioni per le strutture alberghiere, ma questo per legge non è possibile.” 

Il consigliere Ballestra sottolinea, inoltre, come questa tassa possa essere disincentivante e penalizzante dal punto di vista turistico: “Non lo dico da membro dell’opposizione - continua - ma da cittadino. L’unica motivazione è legata al fatto che i bilancio dei comuni non stiano più in piedi da soli. L’introduzione di questa imposta non porterà ad un incremento a livello di manifestazioni o di qualità.” 

Simona Della Croce

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