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| lunedì 20 marzo 2017, 17:05

Sanremo: abusi edilizi dal 2001 in via Romolo Moreno nella Pigna, il Comune ordina la demolizione

Il caso è emerso nel 2001 quando, durante una serie di lavori di tinteggiatura delle facciate e sostituzione di alcune tegole, i residenti si sono accorti che era stata fatta una sopraelevazione dell’ultimo piano, per circa 70 centimetri.

Con una ordinanza dirigenziale il Comune di Sanremo ha ordinato la demolizione degli abusi edilizi, commessi dal proprietario dell’appartamento all’ultimo piano di una palazzina di via Romolo Moreno, nella Pigna il centro storico di Sanremo.

Una storia che va avanti dal 2001, quando Anna Maria Scaramuzzino, residente nel condominio e conosciuta anche per la sua attività associativa nella difesa del centro storico e delle ‘presenze scomode’ di spacciatori e malviventi. 16 anni fa, infatti, la Scaramuzzino ha evidenziato un importante dissesto statico della palazzina, priva dell'indispensabile cordolo in cemento armato, visto che la casa è in pietra e priva di fondamenta. Ha chiesto il cordolo al Comune nel 2001 e l'istanza è stata approvata nella concessione edilizia.

L'alloggio di sua proprietà, aveva evidenziato negli esposti, è in una zona sottoposta a vincoli paesaggisti e sismici, denunciando abusi edilizi conclamati e che hanno comportato un dissesto statico non indifferente nell'immobile e quindi anche nell'alloggio in cui abita. Negli anni si sono susseguite ordinanze di demolizione e messa in ripristino dello stato dei luoghi da parte dell'ufficio infrazioni del Comune, ma non sono mai state eseguite: “La demolizione degli abusi edilizi – ha dichiarato - sarebbe necessaria per poter fare l'indispensabile cordolo in cemento armato e quindi mettere in sicurezza l'intero edificio a salvaguardia dell'incolumità della mia famiglia e dei residenti”.

L’anno scorso la famiglia Ballatore, facendo seguito alle precedenti comunicazioni, si è nuovamente dissociata dal responsabile di tutte quelle opere relative alla demolizione ed alle ricostruzioni che hanno modificato lo stato originario dei luoghi, come la falda del tetto nord, del muro perimetrale spostato, della soletta e del timpano dell'ultimo tratto di scala d'accesso al tetto. Interventi che avrebbero compromesso sensibilmente il decoro architettonico e la stabilità dell'edificio, opere eseguite sulle parti comuni del condominio ‘Moreno’. Il caso è emerso nel 2001 quando, durante una serie di lavori di tinteggiatura delle facciate e sostituzione di alcune tegole, i residenti si sono accorti che era stata fatta una sopraelevazione dell’ultimo piano, per circa 70 centimetri.

Nell’ordinanza dirigenziale del febbraio scorso, il Comune contesta al proprietario dell’appartamento un abuso edilizio commesso sulla falda del tetto Sud, prospicente via Astraldi, abuso consistente nella costruzione di un vano finestrato adibito inizialmente a bagno ma integrato successivamente nella cucina e divenutone parte integrante, di circa due metri quadri. Questo volume ha implicato un aumento abusivo della cubatura. La sopraelevazione occupa porzioni condominiali, tra cui l'area su cui si innalza ed è privo di assenso dei condomini. Il vincolo ambientale, che era in atto dal 1939, è stato confermato nel 1985.

Secondo una perizia fatta per conto dei condomini, i nuovi volumi abusivi non sarebbero sanabili sotto il profilo paesaggistico ambientale. Il rilascio dei titoli abilitativi comunali, in tali zone di vincolo puntuale, è infatti strettamente subordinato al preventivo assenso Regionale. Ora non è escluso che i proprietari ricorrano al Tar.

Carlo Alessi

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