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Attualità | 25 marzo 2020, 14:30

Coronavirus, l'impegno straordinario di tutti i medici della provincia di Imperia: il punto con il presidente dell'Ordine Alberti (Video)

"Tutti stanno lavorando incessantemente per superare l'emergenza, anche i medici di medicina generale. Abbiamo istituito una task force nascosta, ma che agisce a sostegno dei pazienti e dei cittadini"

Coronavirus, l'impegno straordinario di tutti i medici della provincia di Imperia: il punto con il presidente dell'Ordine Alberti (Video)

Dall'inizio dell'emergenza sanitaria a causa dell'epidemia da Coronavirus sull'intero territorio nazione, tutti i medici, gli infermieri e operatori stanno compiendo sforzi titanici per assicurare la giusta assistenza ai pazienti ricoverati in ospedale, ma anche in cura al proprio domicilio.  A questo grande lavoro si aggiunge quello di tutti gli altri medici di medicina generale che continuano ad assistere i propri pazienti ogni giorno. Abbiamo fatto il punto, in provincia di Imperia, con il presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri Francesco Alberti il quale, proprio su questa tematica, ci ha tenuto a ringraziare tutti i medici e i sanitari impegnati sui vari fronti. "Devo ringraziare i medici impegnati in prima linea nell'emergenza, ha detto Alberti ad Imperianews, ma anche i medici di medicina generale che stanno svolgendo un ruolo fondamentale per e sul territorio. Non ricevono le persone per evitare di mettere a rischio la salute dei cittadini, ma lavorano telefonicamente per le urgente e, grazie ai sistemi informatici attivati, riescono a far pervenire le ricette alle farmacie e ai cittadini. Svolgono quindi un ruolo fondamentale in questo momento. Anche gli ex medici di medicina generale, i medici in quiescenza, grazie ad un'operazione partita dall'Ordine stanno collaborando attivamente, sono 15 per la provincia di Imperia, coadiuvando i medici e gli altri operatori sanitari nel richiamare i pazienti e dare le indicazioni corrette. Una task force nascosta, ma che lavora. I medici in quiescenza , gli ex dipendenti dell'ospedale, hanno istituito un servizio, stanno collaborando, anche io ne faccio parte, con i colleghi dell'ospedale per dare comunicazioni ai parenti dei ricoverati per aiutare il personale sanitario, oberato di lavoro e grazie all'aiuto dell'Asl stiamo gestendo da casa le notizie e quindi possiamo fornire queste informazioni".

 Il governatore Toti ha confermato che anche in Liguria il 10% dei contagiati appartiene alle professioni sanitarie. "La percentuale data dal presidente Toti è corretta, afferma Alberti, corrisponde alla media nazionale, non siamo di certo paragonati alle statistiche altissime della Lombardia. Certamente essendo parecchi i colleghi infettati gli stessi non possono accedere alla struttura ospedaliera e quindi diminuisce il numero dei colleghi che possono assolvere questo compito".

Sul fronte della prevenzione dei contagi quale appello rivolge alle Istituzioni? "Da tanti giorni ,tramite anche il referente della federazione regionale degli ordini il professor Bonsignore di Genova, continuiamo a chiedere a gran voce di ricevere i dispositivi di protezione individuali, non solo le mascherine ma anche camici, guanti, calzari, maschere e tutto ciò che può difendere il collega nel fare il proprio servizio. I medici non avevano adeguati presidi e hanno forniti assistenza,  pur di poter aiutare la popolazione. Noi abbiamo necessità di avere questi presidi perché non possiamo più immaginare che ad oggi, dopo quasi 20 giorni di emergenza, ancora ci sia la lotta ad accaparrarseli. La Regione si è spesa molto in questo, ma i quantitativi inviati sono di breve durata. In più so di parecchie ditte, anche al di fuori della Liguria, che si sono attivate per generare mascherine, ma purtroppo se tutto il materiale non è sterilizzato non può essere usato. Tutela quindi per i medici e gli infermieri, ma anche per tutti gli altri. Ad oggi i medici di medicina generale non hanno alcun presidio di sicurezza. È vero che prima devono assicurarli agli ospedalieri, ma anche a loro devono essere destinati perché continuano a lavorare. Nell'elenco dei medici deceduti, la maggior parte sono medici di medicina generale; ci sono certo anche gli ospedalieri, ma ad oggi la percentuale maggiore è quella dei medici di medicina generale.

Il mio appello poi, si estende a tutti i cittadini, i giovani, gli sportivi, gli anziani, nessuno escluso: rispettate le regole. Noi medici stessi siamo a casa e lavoriamo da casa per evitare di uscire salvo urgenze impellenti. È  un sacrificio enorme, ma è fondamentale.  Vorrei fare anche un appello a tutti i politici. Non è il momento di fare polemiche. Oggi non è momento di polemizzare sulle scelte o sulle varie situazioni. Le scelte vengono intraprese in itinere, nessuno di noi era preparato a questo evento e quindi si agisce giorno per giorno. Smettiamo di fare della politica in questo momento, adesso è negativo fare campagne elettorali che si faranno quando sarà il momento".

Angela Panzera

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