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Attualità | 25 marzo 2020, 16:47

Coronavirus: il punto della situazione sul progetto Alcotra "Ad Vitam"

I responsabili del progetto europeo interregionale Alcotra 2014-2020 “Ad Vitam”, fanno il punto della situazione relativamente all’emergenza coronavirus che ne ha stoppato l’iter

Coronavirus: il punto della situazione sul progetto Alcotra "Ad Vitam"

I responsabili del progetto europeo interregionale Alcotra 2014-2020 “Ad Vitam”, fanno il punto della situazione relativamente all’emergenza coronavirus che ne ha stoppato l’iter.

“In tutta franchezza”, ha dichiarato Massimo Di Fazio, presidente dell’Unione dei Comuni delle Valli Argentina e Armea (UCVAA), “confesso che non è per nulla facile dover accettare di accantonare, almeno per ora, la gran mole di lavoro che, grazie ai nostri tecnici, è stata svolta sin qui per preparare gli ultimi, fondamentali appuntamenti di un progetto europeo utile e importante per la tutela del nostro territorio e delle popolazioni che lo vivono. Ma il momento storico che stiamo attraversando è davvero difficile e drammatico e, dinanzi a una minaccia terribile e senza volto come questa epidemia, la salute pubblica viene prima di ogni cosa e ci obbliga giustamente ad rinviare, spero solo temporaneamente, tutta una serie di interessanti iniziative dedicate ai cittadini che avevamo in massima parte già definito ma su cui stiamo già lavorando per proporle in una nuova forma”.

“Concordo pienamente”, puntualizza Valter Pastorelli, dipendente dell’Unione coinvolto nelle attività di progetto, “se consideriamo soltanto gli incontri pubblici che avremmo dovuto realizzare nel corso di questo funestissimo mese di marzo, il mio rimpianto più grande è quello di aver dovuto dapprima spostare e, quindi, annullare definitivamente il grande convegno dedicato ai temi, ai casi e ai risultati di progetto, che si sarebbe dovuto tenere presso l’aula magna del liceo ‘Gian Domenico Cassini’ di Sanremo il 18 marzo appena trascorso. Un evento che avrebbe coinvolto, da un lato, quasi un centinaio di studenti provenienti dallo stesso liceo Cassini e dall’istituto ‘Cristoforo Colombo’ e, dall’altro, i nostri principali partner italiani di progetto, come Unige e Arpal, al fine di far conoscere ai ragazzi le maggiori problematiche di natura idrogeologica del territorio in cui vivono e, ad esempio, le misure da osservare in caso di fenomeni di dissesto che, come dimostrano gli eventi franosi verificatisi solo pochi mesi fa, stanno diventando sempre più frequenti e imprevedibili”.

“Non è tutto”, ha aggiunto Gianfranco Frontero, responsabile unico di progetto, “negli stessi giorni del convegno con le scuole superiori avevamo fissato anche il primo di una serie di incontri pubblici altrettanto importanti per noi, perché diretti al coinvolgimento dei singoli cittadini che abitano i nostri Comuni e che, ad esempio, hanno visto installare piccole stazioni di monitoraggio nei terreni di loro proprietà”. “Nonostante tutto”, ha concluso lo stesso Frontero, “resto fiducioso che, una volta sconfitta questa influenza mortifera che sta flagellando il paese e il mondo intero, si possa tutti quanti ritornare a una normalità che oggi, al di là delle semplici norme che regolano il nostro tutto sommato accettabile isolamento domestico, manca davvero a ciascuno di noi; quando la vita tornerà a riprendere il proprio corso, allora ci rialzeremo anche noi e riprenderemo le fila di un discorso sempre aperto, vitale e che abbiamo lasciato soltanto momentaneamente interrotto”.

Nel frattempo, però, è bene segnalare come l’attività di sviluppo del progetto europeo Ad Vitam (Analisi della Vulnerabilità dei Territori Alpini Mediterranei ai rischi naturali), che mira a migliorare e ad accrescere la resilienza, ovvero la capacità di adattamento e risposta dei territori transfrontalieri ALCOTRA dinanzi ai rischi di natura geologica tramite lo sviluppo di sistemi previsionali basati sui livelli di pioggia, non si sia mai arrestata. “È vero”, ha confermato Floriana Fazzari, tecnico dell’Unione coinvolta nel progetto, “uno dei vantaggi dello smart working e di poter disporre del tempo necessario per lavorare con la rete è quello di poter mettere mano agli aspetti meno “palpabili” del progetto, ma non per questo meno importanti. Mi riferisco, in primo luogo, alla costruzione e al periodico aggiornamento della pagina dedicata al progetto sul sito istituzionale dell’UCVAA (http://www.unioneargentinaarmea.it/Home/DettaglioNews?IDNews=109762), che rappresenta a tutti gli effetti un utilissimo strumento di informazione sulle azioni e sui materiali/prodotti realizzati grazie a questo progetto”. “A questo proposito”, ha concluso la stessa Fazzari, “posso anticipare che insieme ai tecnici e a tutto il gruppo di lavoro stiamo sviluppando una nuova brochure informativa destinata a fotografare l’intero progetto che, facendo leva sulle misure di auto protezione da osservarsi in caso di eventi franosi, ci aiuterà a raggiungere efficacemente quell’obiettivo di resilienza che insieme al partenariato ci siamo prefissati”.

C.S.

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