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Solidarietà | 21 marzo 2020, 17:34

Studiare da casa al tempo del Coronavirus

Studenti e alunni si sono visti di fronte la necessità di studiare da casa, sfruttando le potenzialità del web.

Studiare da casa al tempo del Coronavirus

L’emergenza Coronavirus ha costretto gli italiani a cambiare in maniera radicale la propria quotidianità. Al fine di evitare il moltiplicarsi dei contagi, il governo guidato dal Premier Giuseppe Conte ha optato per la saggia decisione di chiudere, tra le altre, anche le scuole. Studenti e alunni si sono visti di fronte la necessità di studiare da casa, sfruttando le potenzialità del web. Fattore, questo, non nuovo in quanto sulla rete è possibile seguire lezioni online con Superprof.

 

Per l’occasione il Ministero dell’Istruzione ha prontamente allestito una pagina sul proprio sito, in cui suggerisce varie modalità per la didattica on line. Di questi ultimi giorni gli Eventi Webinar Live, al fine di supportare la didattica a distanza, mediante video lezioni organizzate dal MIUR in collaborazione con il Team Microsoft diretti ai vari ambiti regionali. Si attivano, così, nuovi canali di apprendimento capaci di coniugare l’aspetto cognitivo con quello pedagogico e affettivo. 

 

I docenti, da casa, si impegnano al meglio per proseguire la formazione dei propri studenti, si organizzano con materiale da condividere sul registro elettronico, si studiano le varie app e piattaforme, che richiedono una maggiore attenzione rispetto alle consuete lezioni. Per evitare complicazioni e problemi, inoltre, il Ministero ha fatto scendere in campo un team di esperti che stanno già lavorando al potenziamento delle piattaforme online.

 

Una task force che ha come obiettivo quello di rendere accessibile e di facile utilizzo gli strumenti online per la didattica a distanza. A tal proposito, a disposizione di docenti e insegnanti è stata creata una casella di posta elettronica (supportoscuole@istruzione.it) dedicata all’help desk delle scuole.

 

Non mancano le novità molto interessanti. Il professor Nicola Massimi, docente di storia e geografia in una scuola del quartiere Prati di Roma, ha dato l’appuntamento telematico ai suoi studenti di seconda alle ore 8.30 in punto.

 

La “convocazione” era giunta alla classe tramite il gruppo WhatsApp con tutti i suoi studenti: il prof ha inviato ai suoi allievi, un video di storia e uno di geografia, chiedendo loro “di visionarli e poi tenersi pronti per rispondergli”.

 

I vari istituti, dunque, hanno dovuto trovare il modo di attrezzarsi con gli strumenti necessari per far fronte all’esigenza della didattica a distanza.

 

Lo smart working

Nel frattempo, per evitare le occasioni di contagio e ridurre al minimo la presenza in luoghi chiusi e affollati, allo smart working ricorreranno anche le scuole italiane (e non solo quelle delle zone rosse).

 

Gli impiegati di segreteria, così come i dirigenti scolastici, potranno continuare a lavorare ma da casa. Tutte le attività intraprese nei giorni precedenti allo stato di emergenza sanitaria, infatti, saranno portate a termine direttamente tramite lavoro da remoto. Modalità, tempi e termini dello svolgimento dell’impiego da remoto sono state definite tutte da una circolare inviata dal Ministero dell’Istruzione ai dirigenti per tutto il personale docente e quello tecnico amministrativo. Insomma, anche in tempi dove è meglio stare a casa a causa del coronavirus la scuola non si ferma. Merito della tecnologia e di tutto ciò che ne consegue.

 

richy garino

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