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Attualità | 28 febbraio 2020, 07:14

Imperia, occhi puntati per il tavolo di confronto convocato da Scajola sul progetto di itticoltura alla Galeazza

Il fronte del no con in testa Livia Carli attende l'esito dell'incontro. "Tanti sono ancora gli spiragli-scrive suoi social l'attivista-possiamo aver fiducia nel sindaco quale portatore dell'interesse pubblico nei confronti di quelli privati"

Imperia, occhi puntati per il tavolo di confronto convocato da Scajola sul progetto di itticoltura alla Galeazza

C'è molta attesa in città per l'incontro che, stamani alle 10.30, si terrà al comune di Imperia tra il sindaco Claudio Scajola e i rappresentanti della Regione e del Ministero. Un tavolo di confronto convocato dal primo cittadino in seguito alle polemiche divampate per il progetto delle vasche di itticoltura a largo della Galeazza. Un progetto che ha visto in pochi giorni creare una pagina facebook "siAmoGaleazza" da parte dell'attrice e attivista Livia Carli e che ad oggi conta un vasto pubblico: tutti schierati sul fronte del no. Dalla pagina social infatti, ne è nata una petizione popolare online, che ha raccolto oltre 2 mila e 500 firma, un incontro tematico svoltosi sabato scorso allo "spazio vuoto", ed il lancio di una raccolta firme anche cartacea e la costituzione di un vero e proprio comitato sorto a tutela della Galeazza.

"Molto è stato già deciso ma tanti sono ancora gli spiragli- ha scritto ieri sera Livia Carli su Facebook. Penso che possiamo avere fiducia nel nostro Sindaco come portatore dell’interesse pubblico nei confronti di interessi privati, per quanto legittimi, ma pur sempre lesivi dell’interesse della comunità. Riteniamo che la politica abbia il diritto-dovere di riprendere pienamente i propri poteri nei confronti dell’apparato burocratico amministrativo. Perché senza la politica, quella vera, ha chiosato la Carli, le comunità sono destinate a morire soccombendo ad interessi esclusivamente privati. Vorrei sottolineare come anche a livello economico l’attività di maricoltura in Italia sia in crisi e necessiti di continui contributi ed aiuti per evitare procedure fallimentari. Noi riteniamo che sia assolutamente necessaria la tutela del SIC ( sito d’interesse comunitario) in quanto nella zona della Galeazza risulta essere presente la Posidonia. Si tratta di un’alga che è assolutamente necessaria per garantire la giusta ossigenazione del nostro mare e di conseguenza per la salvaguardia dello stesso di fronte all’urgente problematica della catastrofe climatica. La Galeazza DEVE essere salvata- conclude il post- perché si ponga finalmente un freno ad attività lesive dell’interesse di un’intera comunità, attività in cui il rapporto costi benefici risulta essere totalmente fallimentare".

Livia Carli quindi si mostra fiduciosa nella politica e nella tutela da parte del sindaco Scajola il quale ha proprio sentito la necessità di incontrare i soggetti istituzionali che hanno proceduto negli anni scorsi ad esprimere parere in seguito alla proposta avanzata dalla società "Aqua". All'indomani delle polemiche per la costituzione delle vasche volte all'itticoltura di orate e branzini lo steso primo cittadino era intervenuto per chiarire la situazione. “Comprendo le preoccupazioni di tutti e, da Sindaco, sono le mie preoccupazioni. È una storia che- scriveva Scajola- arriva da lontano, a noi il compito di gestirla. Come per il bilancio in dissesto, per gli investimenti bloccati, per il porto, eccetera. Sia chiaro a tutti – ha proseguito il primo cittadino - la mia Amministrazione non ha autorizzato nulla. Nel febbraio 2018, mesi prima del nostro insediamento, il Comune ha autorizzato il sub ingresso nella concessione da parte della società Aqua, non esercitando l'opzione di diniego prevista dal Regolamento del Codice della Navigazione. Ciò non significa che non abbiamo preso in carico la vicenda". Ed è per questo che il sindaco ha avviato una "azione di verifica" con la convocazione di tutti gli Enti coinvolti per valutare a 360 gradi la situazione. Qualsiasi sia l'esito il comitato sorto a tutela della Galeazza non si fermerà e combatterà per scongiurare il posizionamento delle vasche.

Angela Panzera

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