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Politica | 14 febbraio 2020, 13:12

Bocciato l'emendamento sulle targhe estere per i frontalieri: Parodi "La risposta dell'On. Volpi offende la nostra capacità intellettiva"

L’On. Giorgio Mulè: “Chi ha voltato le spalle ai frontalieri o, peggio, chi li ha pugnalati alle spalle dovrebbe oggi avere la decenza di tacere e provare se ne è capace un po’ di vergogna".

Bocciato l'emendamento sulle targhe estere per i frontalieri: Parodi "La risposta dell'On. Volpi offende la nostra capacità intellettiva"

Il membro della consulta regionale per le politiche dei frontalieri, Roberto Parodi, è intervenuto in merito alle dichiarazioni dell’Onorevole Leda Volpi (M5S) sulla bocciatura dell’emendamento dell’Onorevole Giorgio Mulè, sulle targhe estere per i lavoratori frontaliero, nel decreto mille proroghe.

“Una risposta, visto la gravità del caso – evidenzia Parodi - è dovuta. L'onorevole Volpi motiva la bocciatura sostenendo che non era inerente nel decreto mille proroghe e che sarà preso in considerazione nel nuovo codice della strada. Quello che mi domando è se l'onorevole Volpi abbia almeno letto l'emendamento prima di pronunciarsi. Il testo non era nient'altro che una proroga proprio in attesa del codice della strada e evitava la perdita di lavoro di diversi frontalieri da subito. Ricordo che l'emendamento aveva superato l'esame di ammissibilità perché inerente in termini di proroga e quindi conforme al disegno di legge 2335 recante disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi. Proprio l'ammissibilità del testo fu data proprio dai suoi colleghi di partito”.

“Queste sue dichiarazioni – prosegue Parodi - offendono la nostra capacità intellettiva. Riportare tutto alla modifica del codice della strada , che aspettiamo da quasi un anno e non si sa quando , comporta perdite di lavoro. Uno dei tanti messaggi ricevuti ieri di preoccupazione mi riferiva che a fine mese con molta probabilità il suo datore di lavoro lo lascia a casa. Bene onorevole lo vada a spiegare a questa persona. Ma in questa condizione sono molti i lavoratori frontalieri che usano il mezzo aziendale per lavoro e che rischiano. Sarebbe più onesto dire che dietro a questo c'è stata una motivazione di tipo politica e di bandierine di colore”.

Sul caso è nuovamente intervenuto anche l’On. Giorgio Mulè: “Chi ha voltato le spalle ai frontalieri o, peggio, chi li ha pugnalati alle spalle dovrebbe oggi avere la decenza di tacere e provare se ne è capace un po’ di vergogna. Aver bocciato l’emendamento a mia firma che ‘salvava’ i frontalieri equivale ad aver decretato la perdita del lavoro per decine di lavoratori che infatti lo stanno perdendo a causa dell’ignoranza e della dabbenaggine del governo e della sua maggioranza. L’emendamento che avrebbe finalmente sanato una situazione intollerabile poteva serenamente essere approvato, checche’ ne dicano oggi improvvisati legulei del Movimento 5 stelle. Quell’emendamento andava approvato immediatamente e poteva essere approvato se solo la maggioranza lo avesse voluto. Dire oggi che il ‘veicolo’ necessario per sanare la situazione dei frontalieri sarà il Codice della strada equivale non a lavarsi le mani dal problema ma a non averne totalmente cognizione. La riforma del Codice della strada, che seguo personalmente in Parlamento essendo componente della Commissione Trasporti, è impantanata da oltre un anno a Montecitorio. Nelle prossime settimane dovrebbe arrivare all’esame dell’Aula della Camera ma, quando e se sarà approvata, dovrà essere sottoposta al vaglio del Senato: significa che, nel migliore dei casi, passeranno tra i sei e gli otto mesi prima che entri in vigore e ammesso che non venga - come quasi certamente sarà - modificata dal Senato e quindi dovendo ripassare dalla Camera. Sostenere, come gli stessi improvvisati legulei dei 5stelle fanno, che l’emendamento dei frontalieri era “estraneo per materia” nel Milleproroghe equivale a sostenere una fesseria: non si spiegherebbe altrimenti, ad esempio, come un emendamento da me sostenuto sui monopattini elettrici sia stato inserito e approvato esattamente nello stesso decreto Milleproroghe. Quel che rimane in questa triste e dolorosa vicenda è la situazione di quei lavoratoti che da ieri inviano messaggi al Fai e ai suoi dirigenti segnalando come hanno perso, perderanno o stanno per perdere il loro posto di lavoro a causa della mancata approvazione di questo emendamento. A tutti loro assicuro che non passerà giorno in cui io non riproporrò la loro questione all’attenzione del governo. Proprio in questo senso ho avuto rassicurazioni che non nel Codice della strada ma in un prossimo decreto di correzione al Decreto sicurezza la norma dovrebbe essere inserita. Ovviamente ciò dipenderà anche dalle sorti di un esecutivo che balla pericolosamente a causa delle fibrillazioni interne alla maggioranza. Da parte mia, ripeto, assicuro la totale dedizione alla risoluzione del problema mentre nel frattempo sono io a scusarmi con tutti i frontalieri che hanno ricevuto o riceveranno un danno da una maggioranza di incapaci”.

Carlo Alessi

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