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Cronaca | 13 febbraio 2020, 13:59

Dal Piemonte: Canelli, picchiavano brutalmente i clienti (anche imperiesi) che non pagavano la droga

Veniva venduta in particolare cocaina. trattata e immessa sul mercato in ragguardevoli quantità tanto che, nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno appurato 72 vendite di droga

Dal Piemonte: Canelli, picchiavano brutalmente i clienti (anche imperiesi) che non pagavano la droga

I carabinieri della Compagnia di Canelli hanno posto fine allo spaccio di droga di quattro persone, tre attualmente in carcere e uno ricercato in Germania, che avevano 'clienti' anche nella nostra provincia.

La peculiarità della banda era di operare nei confronti dei “clienti” con metodi improntati all’estrema violenza fisica, picchiandoli brutalmente nel caso in cui questi ultimi non ottemperassero ai crescenti debiti contratti per comprare la droga.

L’elemento che ha fatto scaturire l’indagine (coordinata dal capitano Alessandro Caprio, comandante della Compagnia di Canelli) è stato, nel giugno dello scorso anno, il tentativo di suicidio di una 37ennne residente nella cittadina. La donna, tratta in salvo dai militari, aveva ricondotto il gesto all’impossibilità di ripagare generici debiti contratti e in conseguenza dei quali era diventata vittima di usura. Una versione poco credibile, a maggior ragione poiché la donna era già stata segnalata come tossicodipendente, che ha immediatamente indirizzato le indagini verso il mondo della droga.

Le attività d’indagine svolte hanno rapidamente consentito di individuare quattro persone (tre italiani 35enni e un albanese di 30 anni, tutti incensurati ad eccezione del capo, gravato da precedenti proprio per spaccio di stupefacenti) ritenute responsabili dell’attività di spaccio. Soggetti davvero insospettabili, poiché tutti con una stabile occupazione lavorativa che li rendeva di difficile individuazione e gli ha consentito di diventare rapidamente gestori di riferimento della piazza di spaccio canellese e delle zone limitrofe.

In particolare cocaina, che veniva trattata e immessa sul mercato in ragguardevoli quantità – tanto che, nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno appurato 72 vendite di droga a 14 diverse persone residenti a Canelli, Montegrosso d’Asti, Nizza Monferrato, Alessandria e, come detto, anche nell’imperiese – ordinata telefonicamente e consegnata talvolta direttamente a domicilio degli acquirenti oppure ritirata nell’abitazione degli indagati.

A una così massiva penetrazione della piazza di spaccio faceva seguito altrettanta determinazione nei confronti di chi non aveva sufficiente denaro per saldare i debiti. Ad un’iniziale e solo apparente clemenza, faceva ben presto seguito l’efferata violenza da parte di due “esattori” che imponevano il pagamento con minacce verbali e fisiche davvero estreme. Tant’è che la trentasettenne dalla cui vicenda è scaturita l’indagine, ha subito ripetuti pestaggi che le hanno provocato la rottura di dodici denti e alcune costole, oltre ad alcune ferite lacero-contuse alla tempia.

Episodi di brutalità tale da indurre il GIP presso il Tribunale di Asti a evidenziare condotte tipiche del crimine organizzato, definendone gli autori come “soggetti estremamente pericolosi per cui non era ipotizzabile alcuna misura possibile se non la custodia in carcere”.

Ordinanze che, all’alba di ieri, sono state eseguite dai militari della Compagnia Carabinieri di Canelli, coadiuvata dal Nucleo Cinofìli dì Volpiano (TO) e dalle Compagnie Carabinieri di Alessandria ed Imperia, che ha proceduto nel contempo a 6 perquisizioni domiciliari nei confronti di altri 4 soggetti che, denunciati in stato di libertà per spaccio di stupefacenti in concorso, erano in contatto con gli indagati e si ipotizzava potessero occultare dello stupefacente.

Le perquisizioni hanno consentito di rinvenire 310 grammi di marijuana, un bilancino di precisione, una serra fai da te per la coltivazione della droga, nonché un’Alfa Romeo Giulietta, parcheggiata in un garage, rubata il mese scorso a Torino.

Gli arrestati, detenuti presso la case circondariale di Asti in attesa dell’interrogatotio di garanzia dinnanzi al Gip, dovranno ora rispondere di lesioni, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti e una rapina, perpetrata a danno della donna picchiata cui avrebbero sottratto alcuni gioielli di famiglia, un Ipad e degli occhiali da sole.

Carlo Alessi

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