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Economia | 11 febbraio 2020, 10:03

Crisi nel settore agricolo nella nostra regione: l'imperiese vede un calo del 26,8% delle imprese

Un aiuto arriva dalla legge sul Sovraindebitamento (L. 3/2012), che permette a soggetti non fallibili “meritevoli” di ridurre i debiti in base alle proprie capacità economiche.

Crisi nel settore agricolo nella nostra regione: l'imperiese vede un calo del 26,8% delle imprese

Il settore agricolo ligure vive da anni un periodo di crisi. Nel 2019 nella regione sono 9.022 le imprese attive di “agricoltori, allevatori, attività di caccia e servizi connessi”, in calo del -2,4% rispetto al 2018 e del -24,8% sul 2010. Un dato, quest’ultimo, più critico rispetto alla media nazionale (-14,5%).

Una fotografia, quella evidenziata dallo Studio Legale Lacalandra, specializzato in diritto fallimentare e crisi da sovraindebitamento, su base dati Unioncamere-InfoCamere (Movimprese), che ha portato tanti piccoli imprenditori del settore prima a indebitarsi e successivamente a non riuscire a pagare i debiti, inclusi quelli fiscali. Un aiuto arriva dalla legge sul Sovraindebitamento (L. 3/2012), che permette a soggetti non fallibili “meritevoli” di ridurre i debiti in base alle proprie capacità economiche. 

Si tratta di una legge che può aiutare concretamente le imprese ligure del settore agricolo che in anni di difficoltà sono state costrette a dover chiudere. Quali sono le aree geografiche più critiche? Tra le province della regione, nel 2019, rispetto al 2010, il calo maggiore è stato registrato a Genova (-27,6%; 1.591 imprese attive), seguita da Imperia (-26,8%; 3.680 imprese), Savona (-26,3%; 2.709 imprese) e, in misura più contenuta, La Spezia (-5%; 1.042 imprese). Imperia è la città con il numero più alto di imprese del settore sul territorio. 

 “La Legge sul Sovraidebitamento rappresenta una valida soluzione per chi si trova ad affrontare una situazione di difficoltà economica - commenta l’Avv. Pasquale Lacalandra -. L’obiettivo della legge è, infatti, quello di aiutare anche i piccoli imprenditori a superare momenti particolarmente difficili come una congiuntura del mercato negativa non prevedibile. I numeri, però, confermano come questa proceduta sia ancora poco utilizzata. È importante che si faccia una maggiore comunicazione su questo tema, in modo da informare i cittadini dell’esistenza di un’alternativa in grado di aiutarli a risolvere i loro problemi. Ma su questo punto bisogna fare chiarezza. Non è una legge per i “furbi”, bisogna essere meritevoli altrimenti non è possibile accedervi. Inoltre, non bisogna dimenticare che questa procedura risulta vantaggiosa anche per il creditore, poiché, senza la ristrutturazione del debito, correrebbe il rischio di perdere totalmente ogni possibilità di recupero".

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