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Cronaca | 29 gennaio 2020, 19:13

Deragliamento treno ad Andora: oggi udienza in tribunale, ecco le richieste di pena del Pm

Il deragliamento avvenuto il 17 gennaio del 2014, del treno Intercity 660 Milano-Ventimiglia a Capo Rollo di Andora, era stato causato dalla caduta di oltre duemila metri cubi di terra e rocce piombati sulla linea ferroviaria

Deragliamento treno ad Andora: oggi udienza in tribunale, ecco le richieste di pena del Pm

Due anni e sei mesi per il costruttore Damiano Bonomi, tre anni rispettivamente per Franco Dagnino (dirigente della Ferservizi Spa) e Giovanni Bosi (tecnico che aveva effettuato i controlli sulla stabilità), assoluzione per i proprietari della struttura Giulia Di Troia e per il marito Raffaele De Carlo, non luogo a procedere per Vincenzo Di Troia, deceduto.

Queste le richieste del Pubblico Ministero Giovanni Battista Ferro nei confronti degli imputati coinvolti nel procedimento per disastro ferroviario, frana e crollo colposo relativo al deragliamento avvenuto il 17 gennaio del 2014, del treno Intercity 660 Milano-Ventimiglia a Capo Rollo di Andora, causato dalla caduta di oltre duemila metri cubi di terra e rocce piombati sulla linea ferroviaria. Una tragedia che era stata evitata per miracolo visto che sul treno viaggiavano circa 200 passeggeri e che in maniera più che fortuita il convoglio si era appoggiato su un costone di roccia a picco sul mare rimanendo in bilico ed evitando il peggio. Un incidente che aveva visto spezzare in due i collegamenti ferroviari in Liguria per alcuni mesi.

Gli imputati hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato e dopo una lunga requisitoria del Pm in camera di Consiglio davanti al Giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi sono arrivate le richieste con l'arringa successiva degli avvocati difensori. Secondo i consulenti del pubblico ministero (rafforzati anche dall'esito della perizia disposta dal Gip) lo smottamento che aveva provocato il deragliamento del treno era stato causato, oltre alle piogge abbondanti avvenute nei giorni precedenti alla frana, dalla presenza di una terrazza adibita a parcheggio.

I consulenti della difesa avevano invece sostenuto il contrario, concentrandosi  sul fatto che le violenti precipitazioni dei giorni precedenti avevano "caricato" le falde acquifere" sotto il versante che è stato poi interessato dal cedimento e che la frana era un evento non prevedibile e improvviso. Il prossimo 2 marzo il Gip Fiorenza Giorgi concluderà il procedimento.

Luciano Parodi

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