/ Economia

Economia | 26 gennaio 2020, 07:11

Sempre più ragazzi scelgono la strada dell’agricoltura, ma come fare? Ne parliamo con Coldiretti: “Un lavoro che ripaga della fatica, dei sacrifici del freddo, del caldo”

Intervista a Gianluca Boeri, presidente regionale di Coldiretti e giovane imprenditore nel mondo agricolo

Sempre più ragazzi scelgono la strada dell’agricoltura, ma come fare? Ne parliamo con Coldiretti: “Un lavoro che ripaga della fatica, dei sacrifici del freddo, del caldo”

Nel 2020 per un giovane è oltremodo difficile trovare la propria strada. Anche il tradizionale ‘foglio di carta’ non garantisce più un posto fisso e il mondo del lavoro è liquido come mai nella storia del nostro Paese. In molti, specie in una regione dalla grande tradizione come la Liguria, scelgono la strada dell’agricoltura. Ma come fare? Non è certo un mestiere che si può inventare dall’oggi al domani. Ne abbiamo quindi discusso con Gianluca Boeri, giovane imprenditore locale, presidente regionale di Coldiretti

I dati nazionali ci dicono che l’Italia è prima in Europa per i giovani impegnati in agricoltura e anche in Liguria le statistiche sono in aumento, anche se con una crescita minore per via delle difficoltà della nostra terra - ci dice Gianluca Boeri - i nostri giovani hanno idee interessanti e un diverso approccio alla classica agricoltura come, per esempio, il mondo delle birre agricole oppure il sociale con ‘agriasili’ o fattorie didattiche per accoglienza e agricoltura aperte anche al mondo del turismo. Una prospettiva molto interessante specie per le nostre zone interne dove c’è la grande potenzialità inespressa della Liguria nel campo del turismo”.

La provincia di Imperia ha due pilastri: uno è la floricoltura, l’altro è l’olivicoltura. La floricoltura sta vivendo un periodo di grande crescita grazie alla richiesta del prodotto locale da ogni parte del mondo e ciò necessita di una preparazione adeguata oltre alla passione. È il settore nel quale ci sono maggiori margini di guadagno e ricavo in proporzione con i metri quadri di terreno coltivato.
Anche l’olivicoltura locale sta crescendo, oltre che nella semplice coltivazione e vendita del prodotto fresco, anche nella trasformazione nella vendita del prodotto dei derivati dell’oliva, il tutto trainato dal brand ‘taggiasca’.

Viviamo in una provincia difficile per una serie di ragioni e alcuni giovani scelgono di andare all’estero - prosegue Boeri - invece dico ai ragazzi di non mollare, di credere nelle capacità e nella potenzialità del nostro territorio perché noi abbiamo una storia e un patrimonio invidiato nel mondo, abbiamo brand conosciuti su scala internazionale”.

La scelta del ritorno all’agricoltura, tra le molte difficoltà della nostra terra, racchiude però molte soddisfazioni, come tiene a sottolineare Boeri: “Serve tenacia, passione, forza di volontà, impegno, ma quello che posso dire ai giovani è che lavorare la terra dà tanta soddisfazione. Quando raccogli, vendi e vedi che le persone che comprano apprezzando il tuo prodotto hai una soddisfazione che altre professioni non danno. Ci si ripaga della fatica, del sacrificio, del freddo, del caldo, della pioggia”.

Pietro Zampedroni

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium