Cronaca - 22 gennaio 2020, 12:12

Imperia: crea una pagina Facebook contro il politico Angelo Dulbecco, condannato a 500 euro di multa

"Dicono che odiare ti costa", ha commentato il politico imperiese. La difesa annuncia ricorso in appello

Imperia: crea una pagina Facebook contro il politico Angelo Dulbecco, condannato a 500 euro di multa

E' costata una condanna a 500 euro di multa, la creazione di un gruppo Facebook 'Dulbe che fa cose', che ha preso di mira il politico imperiese Angelo Francesco Dulbecco. Il protagonista, suo malgrado, è Gionata Giribaldi, 34 anni, di Imperia che alcuni anni fa aveva creato una pagina satirica contro Dulbecco.

Il politico, su segnalazione di un suo amico, Alessio Alberigo, era venuto a conoscenza della pagina e, assistito dall'avvocato Piera Poillucci, ha deciso di querelare Giribaldi, finito a processo con l'accusa di sostituzione di persona, per cui è stato assolto, e diffamazione a mezzo social, reato per cui è stato condannato dal giudice Alice Serra, a 500 euro di multa, a cui si aggiungono 500 euro di spee di risarcimento, e 2500 euro di spese legali. La pena è sospesa.

Il difensore di Giribaldi, Giovanni Musso, ha annunciato ricorso in appello per la pena, che è stata comunque ridimensionata rispetto alla richiesta di condanna della procura, a un anno e mezzo.



"Sicuramente c'è la soddisfazione di vedere riconosciuta la propria ragione - ha commentato Dulbecco - dopo un percorso lungo, ma io penso di poter dire che questa è una battaglia che faccio non solo per me, ma in difesa di un principio, io ritengo che i social non sono spazi dove non ci sono leggi, dove non ci sono regole. E' impensabile, specialmente oggi come oggi, dove tutti noi siamo sui social, non ci siano regole precise, non ci siano leggi, uno si può alzare la mattina pensando di insultare, diffamare una persona, magari senza neppure conoscerla, pensando di poterla far franca".

"Io - continua - con questa sentenza ho voluto ristabilire questo principio, combatterò sempre nel mio piccolo affinché questi spazi non siano spazi dove non c'è legge, e quindi seguiterò nella mia piccola battaglia, perché voglio sperare di avere sempre più persone che dicono quello che pensano, senza paura di essere attaccati dai cosiddetti 'haters', che molto spesso si fanno prendere la mano e sfociano in reati penali. Io voglio che questa cosa cambi.

Per oggi, mi ritengo soddisfatto e vedremo in futuro. Non voglio mandare in galera nessuno, io non mi voglio vendicare di niente e di nessuno, voglio essere anzi differente nel mio atteggiamento, perché voglio il rispetto delle idee. Sono abituato al rispetto delle idee, a ricevere anche critiche pesanti, quando si passa il segno non sono più disposto ad accettare questa cosa, e per me, e per tutti gli utenti di questi social, voglio portare avanti questa piccola lotta di civiltà
".

Se potesse dire qualcosa all'imputato, cosa direbbe?

"Io non lo conosco, non l'ho mai conosciuto, credo che gli vorrei dire quello che vorrei dire a tutti, cioè di usare i social e esprimere le proprie idee senza insultare e offendere nessuno. Abbiamo visto i risultati, qualcuno dice che odiare ti costa, e forse davvero dobbiamo cominciare a portare avanti queste piccole battaglie. Non gli voglio dire niente, se non rispetta le idee altrui, non offendere chi non la pensa come te, e utilizza i social nel modo corretto, questo penso che sia l'utilizzo migliore che ne possiamo fare".

Francesco Li Noce

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