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Politica | 12 dicembre 2019, 17:13

La Commissione Bilancio reintroduce lo sconto in fattura per i lavori condominiali di valore superiore a 200mila euro, CNA "Uno schiaffo alle piccole imprese"

Lo sconto in fattura è uno schiaffo alle piccole imprese che non possono permettersi di rinviare l’incasso di fatture senza pregiudicare la sana gestione.

La Commissione Bilancio reintroduce lo sconto in fattura per i lavori condominiali di valore superiore a 200mila euro, CNA "Uno schiaffo alle piccole imprese"

La Commissione Bilancio del Senato ha reintrodotto, dopo averlo abrogato qualche ora prima, lo sconto in fattura per i lavori condominiali di valore superiore a 200mila euro che beneficiano di ecobonus.

“CNA è fortemente contraria alla nuova misura anche se è applicabile ad un perimetro apparentemente circoscritto. E’ intollerabile il principio che un privato sia chiamato a farsi carico di anticipare un beneficio fiscale erogato dall’amministrazione pubblica. -  dichiara Luciano Vazzano, Segretario territoriale della CNA della Provincia di Imperia - Il voto in Senato rappresenta una clamorosa retromarcia da parte del Governo e della maggioranza parlamentare che reintroducono uno strumento discriminatorio che penalizza le vere imprese dell’edilizia, dell’impiantistica e dei serramenti ed è un regalo ingiustificato ai grandi operatori".

"Come ha riconosciuto in più occasioni l’Autorità Antitrust altera la concorrenza danneggiando il mercato e quindi i consumatori. E’ evidente che è stata compiuta una scelta di campo per favorire i colossi dell’energia e le grandi multiutility, tutti soggetti che non svolgono direttamente i lavori di riqualificazione energetica, mettendo nelle loro mani un grande mercato rappresentato da oltre un milione di condomini" - aggiunge il rappresentante di CNA.

"Lo sconto in fattura è uno schiaffo alle piccole imprese che non possono permettersi di rinviare l’incasso di fatture senza pregiudicare la sana gestione. Il Governo e le forze di maggioranza dovranno spiegare le ragioni di una inversione di rotta a 180 gradi dopo che avevano riconosciuto la fondatezza delle ragioni esposte dalla CNA per l’abrogazione di uno strumento iniquo" - conclude Vazzano.

C.S.

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