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Attualità | 12 dicembre 2019, 07:21

Sanremo: 5 auto straniere rimosse per divieto di sosta mai ritirate dai legittimi proprietari, scatta la procedura di smaltimento

Il Comune si è visto costretto ad intervenire, attraverso la Polizia Municipale, che aveva rimosso le auto nell'ultimo anno e mezzo. Anche quest'anno molti i veicoli abbandonati sul territorio che il Comune provvede a rimuovere.

Sanremo: 5 auto straniere rimosse per divieto di sosta mai ritirate dai legittimi proprietari, scatta la procedura di smaltimento

Sono ben 5 le macchine straniere che, nell’ultimo anno e mezzo sono state multate e rimosse per divieto di sosta a Sanremo e che non sono state più ritirate dai legittimi proprietari. Una curiosità, quella che ci arriva dal comune matuziano che, come tutti gli altri, provvede attraverso la Polizia Municipale a multare e rimuovere quei mezzi che vengono parcheggiati in divieto.

Successivamente le auto vengono stoccate in un deposito per il quale ovviamente palazzo Bellevue paga un canone ed i proprietari, dopo aver pagato la multa, possono recuperarle per riprenderne possesso. Ma, negli ultimi 18 mesi ben 5 auto sono rimaste ferme all’interno del deposito, senza che nessuno le reclamasse.

Il timore che fossero rubate era fondato ma, invece, dopo tutta una serie di verifiche fatte dalla Municipale, è emerso che le vetture erano ancora regolarmente in capo ai legittimi proprietari. Proprio per questo sono state avviate le procedure di smaltimento dei veicoli, visto che il loro valore è praticamente uguale a zero. La prima procedura riguarda l’intimazione al ritiro dell’auto che, se non dovesse avvenire, fare scattare quella di demolizione.

Le auto rimaste bloccate nell’autorimessa matuziana sono due con targa tedesca, due svizzere ed una spagnola. Si tratta di una Bmw ed una Ford Fiesta tedesche, un’altra Bmw ed una Citroen Xsara svizzere e, infinite una Citroen Saxo targata spagnola. I proprietari hanno ora 20 giorni per l’eventuale ritiro (che difficilmente avverrà) e, quindi, il Comune procederà alla demolizione.

Carlo Alessi

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