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GOURMET | 26 novembre 2019, 11:10

A Torino arriva il "food pairing" con gli aperitivi gourmet del ristorante Piano35

Per 5 settimane i piatti stellati di Marco Sacco potranno essere degustati al Lounge bar in abbinamento a esclusivi cocktail ideati da Cinzia Ferro

A Torino arriva il "food pairing" con gli aperitivi gourmet del ristorante Piano35

Si chiama “food pairing” ed è la tendenza che studiando originali abbinamenti tra cibo e cocktail sta conquistando le principali capitali europee.

In Italia a raccogliere la sfida è lo chef due stelle Michelin Marco Sacco che, al lounge bar del ristorante Piano35, in cima al grattacielo Intesa Sanpaolo, lancia la sua particolare proposta di aperitivo gourmet: per cinque settimane l’alta cucina dello chef incontrerà la creatività della barlady Cinzia Ferro, proponendo ai clienti cinque piatti dal menu di Piano35, uno differente per ogni settimana, in abbinamento a cinque esclusivi cocktail, ideati per accompagnare ed esaltare al massimo le sue creazioni.

Un’idea di aperitivo raffinato che unisce il piacere di degustare in maniera informale piatti di alta cucina, le ultime tendenze in fatto di mixology e la possibilità unica di godere dall’alto del panorama delle mille luci di Torino. Non mancherà il “momento wow”, scandito dallo show cooking degli chef di Piano35 che per gli ospiti del Lounge bar prepareranno e finalizzeranno ogni piatto, raccontandone passaggi, caratteristiche e curiosità. Il tutto a un prezzo davvero accessibile (20 euro).

La prima settimana ha visto protagonista la Carbonara au Koque, classico stellato del ristorante Il Piccolo Lago, in abbinamento al drink Dalle sei o’clock. Tagliolini al posto dei bucatini, prosciutto della Val Vigezzo al posto del guanciale, il piatto è tra le versioni gourmet più apprezzate nel mondo grazie alla salsa carbonara preparata con tuorlo, Grana Padano e gin, ingrediente che, come un filo rosso, unisce il piatto al cocktail. Il gin presente nella ricetta del piatto viene richiamato anche nel bicchiere. Passito e arancia dolce abbracciano e accompagnano l’uovo. Il pepe, proprio come in un piatto, dona note speziate che intercettate dall’olfatto, amplificano il momento dell’assaggio. Infine, il limone, per rinfrescare il palato.

Da lunedì 25 novembre fino al giovedì si passa a un altro classico della cucina di Marco Sacco, il Prosciutto e melone d’inverno, che a dispetto del nome è un primo piatto a base di agnolotti del plin ripieni di una farcia di formaggio mascarpa su crema di melone invernale e brodo di prosciutto crudo, versato nel piatto al momento del servizio. Atmosfere invernali richiamate dal cocktail Brina in collina, a base di melone (ovviamente), mandarino, vermouth bianco, rum, ginger Ale.  “Due passi, una mattina d’inverno, tra le colline torinesi, spiega Cinzia Ferro. L’idea nasce da qui: il melone invernale e il profumo del mandarino coccolano l’olfatto. Il vermouth ci ricorda la storia di queste terre, il rum riscalda inebriato al sorso dalla bollicina del ginger ale. Un drink confortante così come il piatto col quale degustarlo”.

Dal 2 al 5 dicembre ecco il Flan di Bettelmatt: qui protagonista è chiaramente il celebre formaggio ossolano, simbolo del territorio con quale lo chef ha un legame speciale. Un’occasione per provare un piatto diventato simbolo della cucina di Sacco, abbinato, per l’occasione, al cocktail Carezza d’alpeggio, a base di brandy, vermouth ambrato, tamarindo e spuma. Il pregiato formaggio viene abbracciato dalla morbidezza del vermouth e dal calore del brandy italiano, sgrassato dal tamarindo e da quella bibita d’altri tempi che è la spuma nera.

Infine, dal 9 al 12 dicembre ecco il momento del Vitello tonnato passato presente futuro, il piatto con cui chef Sacco omaggia la città di Torino in una sua personale rivisitazione contemporanea. Il cocktail? Si chiama RiTonno al futuro! Lime, earl grey black tea, acqua di mare, capperi, giulebbe al bergamotto, gin, bollicine piemontesi. Un piccolo viaggio che corre lungo la tradizione e la sperimentazione, basta chiudere gli occhi per ritrovare echi lontani. Il cappero, perfetto compagno dell’antico piatto piemontese, regala il suo sapore anche nel bicchiere, insinuandosi tra le note del profumato quanto acidulo bergamotto. Il “tea”, sempre al bergamotto è insaporito con un tocco di acqua di mare. Il lime rinfresca, mentre la bollicina unisce e riporta come un’onda l’escalation dei sapori, che sostengono e accompagnano il tradizionale gusto del piatto.

Per salire in cima al grattacielo Intesa Sanpaolo, fino a Piano35 e al suo Lounge bar, da qualche giorno è attivo un ascensore dedicato con accesso diretto da Corso InghilterraSemplificare l’ingresso a Piano35 era una delle nostre prioritàspiega lo chef Marco SaccoDa oggi grazie all’ascensore dedicato chi ci verrà a trovare potrà percorrere in mezzo minuto i 150 metri che li separano dai tavoli del ristorante e del lounge bar. Siamo davvero grati a Intesa Sanpaolo per averci supportato in questa necessità e crediamo che si tratterà di un plus che i clienti, vecchi e nuovi, apprezzeranno.”

Redazione

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