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Politica | 20 novembre 2019, 12:02

Pieve di Teco: approvati i regolamenti di Polizia Urbana e Locale, l'opposizione promette battaglia

"Purtroppo non ci hanno ascoltato, salvo istituire, dopo, una commissione per eventuali modifiche! Tutto al contrario. Ci batteremo per la revoca di tutte le assurdità approvate dalla maggioranza”.

Pieve di Teco: approvati i regolamenti di Polizia Urbana e Locale, l'opposizione promette battaglia

Il Consiglio comunale di Pieve di Teco ha di recente approvato i regolamenti di Polizia Urbana e Polizia Locale. “Senza alcuna polemica avevamo chiesto di sospenderne l’approvazione perché sbagliati e improponibili. Purtroppo non ci hanno ascoltato, salvo istituire, dopo,  una commissione per eventuali modifiche! Tutto al contrario. Ci batteremo per la revoca di tutte le assurdità approvate dalla maggioranza”.

Intervengono in questo modo Renzo Brunengo, Franco Roggero e Camilla Molinari del gruppo di opposizione ‘Pieve bene comune’. “L’elenco delle imposizioni non risparmia nessuno. Alcuni esempi – proseguono - qualunque guasto o rottura del pavimento sotto i  portici dovrà essere riparato dai proprietari degli immobili. Così anche per l’illuminazione. Le guide turistiche dovranno chiedere una autorizzazione ‘sulla quale verranno indicati quali siano i musei, i monumenti ed i luoghi che le guide sono autorizzate ad illustrare’. Gli esercizi pubblici dovranno assicurare che suoni e rumori non siano udibili dall’esterno. Per posizionare vasi di fiori ci vorrà l’autorizzazione. Per la legna c’è il divieto di accatastarla a meno di 10 metri dagli edifici. Poi ci sono prescrizioni anche sulle proprietà private e riferimenti insensati ai Comuni di Cervo, Diano Castello e Villa Faraldi. Poveri noi! Basta gabelle, basta burocrazia!”

“Pieve ha urgente bisogno di essere amministrata bene – terminano i consiglieri di opposizione - e di farla rivivere.  Bisogna agevolare la vita dei cittadini e degli ospiti, non complicarla. Ci vuole concretezza, e azioni efficaci. Abbiamo la fortuna di vivere in un centro storico riconosciuto di interesse regionale e non si fa nulla per valorizzarlo e promuoverlo. Sarebbe una ricchezza per tutti con la rivalutazione del patrimonio edilizio e con nuove opportunità di lavoro. Assistiamo invece, giorno dopo giorno, solo a pensate scriteriate e, causa noncuranza, alla perdita di molti finanziamenti. Un vuoto che dura da anni, che paga il paese”.

Redazione

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