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Attualità | 19 novembre 2019, 15:40

Ventimiglia: parla la Fondazione Chiappori "Nessuno vuole mandare via le suore, è una decisione della Madre Generale"

“E' pur vero che la Fondazione ha la necessità di liberare l'area assegnata alle religiose per aumentare il numero dei posti letto (5 stanze, fino a 10 posti letto), non soltanto per semplici ragioni economiche ma per migliorare e diversificare l'offerta di servizi viste le mutate necessità".

Claudio Berlengiero

Claudio Berlengiero

“Da tempo è in discussione la presenze delle Suore di Santa Marta presso la struttura ‘Chiappori’ per le mutate condizioni. La Madre Generale ha espresso più volte la necessità di richiamare le Suore presso una propria casa ed essendo diminuito nel tempo il numero delle religiose, la politica adottata dalla Congregazione è quella di ‘abbondonare’ le strutture gestite da altri Enti a favore delle proprie che rischierebbero di chiudere”.

Interviene in questo modo Claudio Berlengiero, il presidente della Fondazione ‘Chiappori’, che gestisce l’omonima casa di riposo di Latte, in risposta all’articolo pubblicato oggi dal nostro giornale (QUI), sulla rimozione delle tre suore presenti all’interno della struttura per anziani.

“E' pur vero che la Fondazione ha la necessità di liberare l'area assegnata alle religiose – prosegue Berlengiero - per aumentare il numero dei posti letto (5 stanze, fino a 10 posti letto), non soltanto per semplici ragioni economiche ma per migliorare e diversificare l'offerta di servizi viste le mutate necessità. Alla Congregazione non è stato chiesto di allontanarsi dalla struttura ma solo di spostare il loro alloggio in una altra area (ad esempio nella ‘Casa Madre’ di Ventimiglia Alta). La proposta è stata rifiutata per i motivi di cui sopra e per il fatto che è loro consuetudine risiedere dove svolgono la loro attività. Nonostante il diniego abbiamo ancora cercato alloggi e stiamo in questi giorni valutandone uno attiguo alla struttura, con la speranza che la Madre Generale con sede a Roma dia la disponibilità alla flessibilità soprassedere alla Sua decisione”.

“L'operato delle tre Suore – continua il presidente del Cda - è sempre stato apprezzato e riconosciuto tanto è che due Suore infermiere sono state assunte prima dalla Fondazione e poi dalla cooperativa Punto Service; ciò per significare come questa presenza è importante non solo   sul piano spirituale ma anche professionale. Non vi è stato nessun diniego a parlare di quanto sopra è stata la Superiora a chiedere di non parlarne ma di informare insieme a tempo debito, disponibili a parlare con ospiti, familiari e cittadini. La Fondazione ha attraversato un periodo molto critico dal punto di vista finanziario, sia per gli interventi strutturali molto dispendiosi per adeguarsi alle nuove normative, che per il numero esiguo di ospitalità che non permette di stare in equilibrio se non con elargizioni o aiuti ormai da privati (la borghesia ventimigliese nella prima metà del secolo scorso ha sostenuto la struttura) che non ci sono più. Abbiamo cercato di coinvolgere le tre fondazioni ventimigliesi solo la  ‘Casertelli’ ha iniziato a collaborare, le altre due purtroppo sono impegnate a realizzare altre strutture a Bordighera o soltanto ad amministrare il loro patrimonio. D'altra parte non possiamo aumentare le rette e mettere in gravi difficoltà le famiglie degli ospiti”.

“Sia come presidente che lo stesso CdA – termina Berlengiero - abbiamo sempre messo a disposizione con umiltà e con generosità le nostre competenze ed il nostro impegno, con spirito volontaristico, assumendoci la responsabilità della gestione della fondazione, disponibili ogni volta al dialogo franco con gli ospiti, i loro familiari, i rappresentanti delle istituzioni, le associazioni, i sindacati e i giornalisti”.

Carlo Alessi

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