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Cronaca | 18 novembre 2019, 15:09

Reggio Calabria: l'avvocato di Scajola Elisabetta Busuito non ha dubbi "L'ex Ministro deve essere assolto"

Per la difesa infatti, Scajola, nei cui confronti il procuratore aggiunto della Dda dello Stretto Giuseppe Lombardo ha richiesto la condanna a 4 anni e sei mesi di reclusione, non ha messo in piedi alcun tentativo di mantenimento della latitanza dell’ex deputato Amedeo Matacena.

Reggio Calabria: l'avvocato di Scajola Elisabetta Busuito non ha dubbi "L'ex Ministro deve essere assolto"

“Claudio Scajola deve essere assolto”: è questa la richiesta formulata, al termine della propria arringa durata due udienza, dall’avvocato Elisabetta Busuito che fa parte del collegio difensivo, insieme ai legali Patrizia Morello e Giorgio Perroni, dell’ex ministro dell’Interno e attuale sindaco di Imperia.

L’avvocato ha quindi invocato al Tribunale di Reggio Calabria, dove è in corso di celebrazione il processo 'Breakfast', l’assoluzione per l’imputato in quanto 'il fatto non sussiste'. Per la difesa infatti, Scajola, nei cui confronti il procuratore aggiunto della Dda dello Stretto Giuseppe Lombardo ha richiesto la condanna a 4 anni e sei mesi di reclusione, non ha messo in piedi alcun tentativo di mantenimento della latitanza dell’ex deputato Amedeo Matacena. Per l’accusa infatti, l’ex esponente di Forza Italia (attualmente in fuga a Dubai dopo la condanna a 3 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa), avrebbe potuto contare su una fitta rete di fiancheggiatori che si sarebbero prodigati per farlo trasferire dagli Emirati Arabi a Beiurt.

Una rete composta, oltre che da Scajola, anche da Chiara Rizzo, ex moglie di Matacena per cui l’accusa ha richiesto la condanna a 11 anni e sei mesi di detenzione, Martino Politi e Maria Grazia Fiordalisi, collaboratore ed ex segretaria dei coniugi Matacena-Rizzo per cui il pm ha chiesto una pena di sette anni e mezzo di carcere. Ma anche da Vincenzo Speziali junior, il giovane nipote dell’omonimo senatore che sarebbe stato il trait d’union tra Matacena, Scajola e gli apparati libanesi. Speziali, che ha patteggiato per questi reati un anno di carcere con pena sospesa, si sarebbe adoperato attraverso le conoscenze intrattenute grazie allo zio, Amin Gemayel, l’ex presidente libanese. L’ex Ministro si è sempre difeso sostenendo “Di essersi informato solo per una richiesta di asilo politico”.

"Su Matacena non ci sarà mai neanche questo - ha chiosato in aula l’avvocato Busuito - Speziali non fece nessun dossier. Era un millantatore; inventava appuntamenti, telefonate, conoscenze, progetti, ma di concreto non fece nulla perché non era in grado di far nulla. Solo la Procura reggina lo ritiene attendibile. Basta rileggere - ha sottolineato il difensore - le decine di telefonate in cui rimandava qualsiasi tipo di incontro e in qui si evince palesemente che tentava di prendere tempo e inventarsi circostanze. Le sue parole erano tutte 'fuffa'."

Adesso il processo è stato aggiornato a lunedì prossimo quando prenderanno la parola gli avvocati degli altri imputati. La sentenza del processo 'Breakfast' è attesa, con ogni probabilità, il 13 gennaio.

Il difensore poi, ha sottolineato al Tribunale come non “ci sia mai stato alcun progetto di aiutare  il latitante, sotto alcuna forma, poiché lo stesso Scajola in una intercettazione dell ‘aprile 2014 chiederà retoricamente  allo stesso Speziali “  se sono tutte sciocchezze le sue parole” e Speziali ammetterà di essersi inventato tutto”. Ossia i vari tentativi di comprendere se davvero Matacena potesse andare in Libano o meno. Altro dato poi evidenziato dal legale, oltre alle intercettazioni, sono le considerazioni effettuate da una serie di testimoni durante il processo proprio sulla figura di Speziali. “C’è chi l’ha definito semplicemente millantatore, chi rompiscatole, chi addirittura minus habens per far comprendere al Tribunale la persona cui si sono trovati davanti, ma chi poi ha indicato anche che in un’occasione Speziali ha inoltrato un fax con la pretesa di esser pagato per una consulenza mai realizzata. E questo fax è stato inviato dalla stessa ricevitoria da cui sarà inviato  quello a Scajola con la presunta firma di Gemayel all’interno del quale il presidente si diceva disponibile”. Un fax smentito dallo stesso Gemayel all’indomani della diffusione sui media dalle notizia e secondo la difesa di Scajola inviato da Speziali nel suo vortice di frottole e millanterie.

dalla nostra corrispondente Angela Panzera

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