/ GOURMET

GOURMET | 15 novembre 2019, 08:30

Sanremo: al Frantoio Currado per provare l’emozione di un’ottima cucina e un servizio elegante firmato da Luca Siragusa

Un ristorante all’interno di un frantoio dichiarato patrimonio dell’Unesco e con una gastronomia gourmet in un ambiente di grande fascino.

Sanremo: al Frantoio Currado per provare l’emozione di un’ottima cucina e un servizio elegante firmato da Luca Siragusa

A pochi passi dal centro di Sanremo, salendo verso una collina, c’è un luogo straordinario, l'antico Frantoio Mordibue, un vero gioiello, dichiarato patrimonio dall’Unesco per proteggerlo da una speculazione, che in questo territorio è stata selvaggia e senza scrupoli. Siamo nel cuore della città dei fiori e delle canzoni, in via san Francesco a 300 metri da piazza Colombo.

La struttura del 1200 è stata oggetto di una attenta ristrutturazione che ne ha ripristinato la funzionalità seguendo con cura tutti i dettagli, anche i più piccoli: dalle macine originali, ancora funzionanti, al recupero del legno per finire allo stile dell'arredamento.

Dopo un periodo di inattività, all’inizio di questo anno, il giovane e bravo maitre Luca Siragusa ha riaperto il ristorante, proponendo una cucina tipicamente ligure in una scenografia da favola. Rispetto alle gestioni precedenti il cambio di marcia e soprattutto di direzione verso una ristorazione gourmet di qualità è stato totale: dall’accoglienza al servizio, dalla cucina alla cantina tutto è stato rinnovato con grande impegno e professionalità. 

Entrando nel locale sentirete De Andrè in sottofondo, respirerete immediatamente un'atmosfera d'altri tempi e sarete accolti e scortati fino al tavolo con il sorriso.

Nonostante la sala di ingresso presenti un lampadario spettacolare ed imponente, vi troverete immediatamente a vostro agio, noterete la mise en place perfetta, che insieme alla tovaglia stirata sul tavolo annuncia un servizio all’italiana con cloche eseguito con grande eleganza.

I piatti arrivano in sala su un piatto di portata coperto dalla cloche, vengono appoggiati sul tavolino di servizio, il guéridon, e sistemati di fronte al cliente; sollevata la cloche, il cameriere prende il piatto e lo serve sempre da destra. Le posate vengono consegnate in concomitanza dell'arrivo del piatto ordinato e vengono sostituite ad ogni portata. Come sostiene l’esperta di galateo e bon ton Barbara Ronchi della Rocca questo è il sistema di servizio più elegante, ma anche quello più difficile e complesso, assolutamente consigliato per alcuni piatti come minestre, zuppe, consommé ed in generale per le portate che vanno consumate calde, ma anche per i dessert.  Luca, che è membro dell’Amira (Associazione Maitre Italiani Ristoranti e Alberghi), ha sempre avuto una grande passione per la sala, ed ora, dopo diverse esperienze, le ultime a New York ed a Milano, affronta una grande sfida: quella avere finalmente un locale tutto suo da gestire con uno stile ispirato a grande signorilità e raffinatezza.

Il frantoio ha numerose sale, situate su piani diversi, e con dimensioni varie, adatte sia a momenti più intimi e riservati sia a momenti più conviviali o per conferenze e riunioni. In questi locali dove un tempo si portavano a frangere le olive viene oggi proposta una cucina che vuole essere un omaggio alla storia del territorio con prodotti selezionatissimi di provenienza locale.

Non una semplice riproposizione della tradizione, ma una rivisitazione attenta ed equilibrata: piatti sempre presenti in carta  come “il millefoglie di Borragine farcita al Coniglio” o il “Brandacujun servito nel cannolo al nero di Seppia” rappresentano al meglio l’impronta della cucina.

In carta anche il recupero di pesci dimenticati come l’Aringa affumicata, preparata nel Tortello nero con uova di salmone selvaggio; non solo pesci, ma anche ottime carni come il “Carré di Agnello alle erbe aromatiche con crema di carote viola” o il “Filetto di Maialino croccante cotto a bassa temperatura con crema di borragine e lamponi disidratati”;

per non parlare delle paste tutte fatte a mano

come i deliziosi “Raviolotti di Recco”.

In sostanza un ristorante adatto sia gli amanti della cucina di mare quanto quelli di una di terra.

Potete scegliere fra la proposta di menù degustazione, 5 portate a 45 euro escluso vini, o alla carta, con un costo medio fra 40/50 euro in base ai piatti scelti, che variano in funzione della stagionalità, sempre ottimi e serviti nella giusta quantità. Si può spaziare dagli antipasti ai dolci, cercando di saper resistere alla tentazione della focaccia e del delizioso pane fatto in casa servito in diverse consistenze e aromi, dal nero di seppia al sesamo. Infine la tisana della casa, offerta insieme alla piccola pasticceria e prima di servire il dolce, è l’ultimo tocco di classe di un servizio di sala attento e sempre presente, ma mai invadente.

Ottima scelta di vini da una cantina in evoluzione, ma dove si trovano insieme al recuperato Moscatello di Taggia, bollicine francesi, che con le ostriche sono una grande passione del maitre.

In questo mix fra l’ottima cucina e l’accoglienza di classe in sala sta il segreto del successo di questo ristorante, assolutamente da provare con gli amici o in occasioni speciali.

L’ampio parcheggio privato esterno è un incentivo in più per una visita a questo locale, che si trova a Sanremo in via San Francesco, consigliabile la prenotazione al numero 366.4981989.

E’ aperto tutte le sere, escluso il mercoledì, e dispone di una aggiornatissima pagina facebook.

 

Claudio Porchia

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium