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Cronaca | 14 novembre 2019, 15:55

Imperia: fallimento Gold Media Store, chiesta condanna a 4 anni e 10 mesi per Biagio Parlatore, l'imprenditore "Fiducioso perché non ho commesso alcun reato"

Sono pesanti le richieste di condanna pronunciate dal Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo, oggi alla Procura Generale di Genova, ma questa mattina eccezionalmente in tribunale a Imperia perché titolare del fascicolo relativo alla bancarotta fraudolenta in concorso per il fallimento della Gold Media Store

Imperia: fallimento Gold Media Store, chiesta condanna a 4 anni e 10 mesi per Biagio Parlatore, l'imprenditore "Fiducioso perché non ho commesso alcun reato"

Sono pesanti le richieste di condanna pronunciate dal Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo, oggi alla Procura Generale di Genova, ma questa mattina eccezionalmente in tribunale a Imperia perché titolare del fascicolo relativo alla bancarotta fraudolenta in concorso per il fallimento della Gold Media Store, in cui sono imputate cinque persone, tra cui l’ex amministratore delegato, l'imprenditore imperiese Biagio Parlatore.

Per lui il Pubblico Ministero, dopo una requisitoria durata circa un paio d’ore, ha chiesto la condanna a quattro anni e otto mesi, oltre all’interdizione dei pubblici uffici per cinque anni. Le richieste di condanna hanno riguardato anche gli ex amministratori della società Radiomarelli, gruppo che ha acquistato l'azienda da Parlatore.

Bogliolo ha chiesto le condanne a quattro anni e cinque mesi, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per quattro anni e sei mesi, per Vincenzo Antonio Gioia, quattro anni e due mesi  di reclusione e quattro anni di interdizione per Giona Caporossi, e due anni e due mesi, oltre a due anni e sei mesi di interdizione, per Bruno Caretta. Il Pm ha chiesto l’assoluzione, perché il fatto non costituisce reato, per l’ex sindaco della società Lorenzo De Lorenzi.

La vicenda riguarda il crac della Gold Media Store, dichiarata fallita dal tribunale di Imperia nel 2009. Parlatore, fondatore del gruppo, che si occupava di assemblare componenti elettroniche provenienti dalla Cina, aveva poi venduto la Gold al gruppo Radiomarelli. Per gli inquirenti ci sarebbero fatture fittizie per circa sette milioni di euro.

Come sempre sono fiducioso sulla giustizia. E non è un modo di dire, – ha dichiarato Parlatore a Imperia News – perché la verità sta emergendo giorno dopo giorno. Mi ha fatto piacere che il Pm abbia detto pubblicamente che io con la gestione Radiomarelli non c’entro niente. Mi viene contestata la vicende delle fatture, già chiarita. Prima di lui, anche i rappresentanti delle banche chiamati a testimoniare, e il perito della Procura avevano specificato che con la gestione successiva io non c’entro niente. Tutti hanno detto che finché la società era del sottoscritto, era gestita in maniera corretta. Spero che i giudici abbiano compreso, noi porteremo ulteriori elementi. Sono spaventato da dieci anni per questa storia, ma al tempo stesso ho la serenità di chi non ha commesso nessun reato".

Il collegio, presieduto dal giudice Laura Russo, con a latere Silvia Trevia e Marta Maria Bossi, ha rinviato il processo al 28 novembre per le arringhe di parte civile, rappresentata dall’avvocato Massimo Boggio e difese, rappresentati dagli avvocati Alessandra Mandolesi  e Francesco Isolabella  Della Croce per Parlatore, Giuseppe Sassi e Anna Viganò per Caporossi, Giuseppe Sassi per Vincenzo Gioia, Davide Carpano per Bruno Caretta e Lorenzo De Lorenzi.

Francesco Li Noce

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