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Cronaca | 12 novembre 2019, 17:10

Scappa in Belgio per evitare il carcere ma rientra a Sanremo per rivedere i figli, arrestato latitante

La serrata attività investigativa della Squadra Mobile della Questura di Imperia ha consentito di rintracciare il fuggitivo in un appartamento in zona Baragallo, dove la moglie, italiana, ed i bambini, entrambi di pochi anni, si erano dovuti “sistemare” dopo la sua fuga.

Scappa in Belgio per evitare il carcere ma rientra a Sanremo per rivedere i figli, arrestato latitante

Era fuggito in Belgio per evitare il carcere ma è tornato a Sanremo per rivedere i figli lasciati. Questo 'errore' ha messo fine alla latitanza di un uomo di origini maghrebine. 

Lo straniero, diversi anni fa, si era reso responsabile di alcuni episodi di spaccio di sostanze stupefacenti commessi a Sanremo ed in altre località del ponente ligure tra il 2009 ed il 2013, nonché ad un episodio di resistenza a pubblico ufficiale, risalente all’anno 2011, in occasione del quale il “latitante” aveva preso a calci e pugni ben quattro carabinieri che stavano procedendo al suo controllo.

La serrata attività investigativa della Squadra Mobile della Questura di Imperia ha consentito di rintracciare il fuggitivo in un appartamento in zona Baragallo, dove la moglie, italiana, ed i bambini, entrambi di pochi anni, si erano dovuti “sistemare” dopo la sua fuga. Lì i poliziotti hanno fatto irruzione ieri mattina, trovandolo ancora a letto. L’uomo, quasi “rassegnato” al suo destino, non ha opposto alcuna resistenza ed ha riferito agli investigatori di aver trascorso alcuni mesi in Belgio, circostanza confermata da alcuni oggetti trovati in suo possesso che lo “ricollegavano” a quel Paese.

Certamente di origini maghrebine, il ricercato aveva negli anni fornito vari alias, in occasione delle diverse vicende criminali che lo avevano visto coinvolto, “spacciandosi” talvolta come cittadino tunisino, in altre circostanze come cittadino marocchino, fornendo sempre generalità differenti, ma la sua responsabilità nei vari reati è stata accertata attraverso i riscontri dattiloscopici, che hanno confermato trattarsi sempre della stessa persona. A suo carico gravano numerose condanne, unificate dalla Procura della Repubblica di Imperia in un provvedimento in cui viene determinata la pena residua da eseguire in anni 3, mesi 3 e giorni 29 di reclusione, posto che aveva già trascorso in custodia cautelare (tra carcere e “domiciliari”) quasi un anno e mezzo.

C.S.

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